Il dato di fatto: lo sperma è in salute quando gli spermatozoi raggiungono i venti milioni per millilitro.
La quantità, oltre che la qualità del liquido seminale, il tempo di conservazione, la conformazione e la mobilità degli spermatozoi sono in stretta correlazione con uno stile di vita sano ed equilibrato che si rafforza innegabilmente con l’attività fisica ma, inizia sicuramente a tavola.
Fortunati i maschietti europei – rispetto ai loro colleghi “burger- americani” – che, seguendo facilmente la dieta mediterranea, possono usufruire di alimenti che stimolano e aiutano la performance degli spermatozoi.
Si, perché il consumo regolare di frutta, verdura, legumi, pane e pesce, cibi ricchi di vitamine, antiossidanti e omega3, stimolano positivamente l’apparato riproduttivo maschile, contrastando l’azione dei radicali liberi, acerrimi nemici della buona salute degli spermatozoi.
Nel dettaglio, per prendersi cura del DNA spermatico sono fondamentali alcuni micronutrienti come:
Per assicurare poi la fertilità maschile, un grande aiuto arriva dagli omega 3, grassi polinsaturi e quindi “buoni”, contenuti in grande quantità nel nostro pesce azzurro, ma anche nel salmone, nei legumi, nella frutta secca (mandorle, noci, nocciole) e nell’olio di semi di lino.
Acqua, acqua, acqua. Non ci stancheremo mai di dire che è fondamentale per stare bene e sentirsi in forma: la disidratazione, inoltre, inibisce la produzione di spermatozoi.
Questi piccoli grandi sforzi per assicurarsi una progenie sarebbero vanificati senza il giusto esercizio fisico: quindi ragazzi, dateci sotto con l’attività fisica, nelle sue forme classiche e più faticose come la palestra, la corsa, la pedalata, la piscina o in quelle meno classiche e più fantasiose, magari di coppia, e sicuramente più soddisfacenti.
Foto by Kikapress
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