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Categories: Interviste

Carlo Carcangiu: “Così si coltiva l’orto in città”

In Italia è record: sono quasi 18 milioni gli orti che sono nati in città o nelle aree limitrofe. Si coltiva ormai ovunque: sui balconi di casa, nelle scuole, nei condomini, nelle aree verdi appositamente create dai comuni; la gioia di poter mangiare cibi sani coltivati con le proprie mani è tanta così abbiamo chiesto ad un esperto cosa si può coltivare in città e quali sono i posti più adatti per farlo. Alle nostre domande ha risposto Carlo Carcangiu, titolare di Dottor Green, azienda che si occupa della manutenzione di orti e giardini in tutta Italia.

Come ha iniziato a occuparsi di orti?
La mia azienda, DottorGreen, per soddisfare le esigenze della sua variegata clientela ha iniziato a occuparsi di orti quasi per gioco. Una cliente chiedeva di creare un piccolo orto familiare a Castelvetro (MO), per 4 persone. Un orto che fosse al contempo funzionale per la famiglia e didattico per i due bambini. Quella è stata la mia prima esperienza con gli orti, ma ora le richieste sono aumentate a causa della crisi economica e per la volontà di avere sempre prodotti freschi naturali da consumare.

Quindi crisi economica e più attenzione alla salute hanno portato al boom della coltivazione in proprio?
Sicuramente! Originariamente gli orti sono nati per favorire la socialità di anziani e pensionati e per presidiare il territorio, oggi altre tipologie di persone hanno la volontà di accedere agli appezzamenti di terra coltivati in città: famiglie, single, coppie. La possibilità di coltivare in città prodotti freschi consente di risparmiare sulla spesa, avere prodotti biologici freschi a chilometro zero (senza uso di pesticidi e concimi chimici) legati alla stagionalità. E’ un modo per avvicinarsi e imparare i ritmi della natura. Senza contare la soddisfazione (che è la cosa più significativa) di avere prodotti coltivati con le proprie mani!

Cosa si può coltivare in città?
In città si possono coltivare le stesse cose della campagna, con alcune limitazioni dovute agli spazi. Mentre infatti tutte le verdure possono essere seminate o messe a dimora, per i frutti ci si orienta su lamponi, more, ribes, uva spina, fragole piuttosto che su alberi da frutto o vite da tavola che richiedono spazi maggiori.

 

Ci può consigliare un prodotto della terra da coltivare e che faccia bene alla salute?
Premesso che tutti i prodotti freschi sono salutari, ne posso citare uno che non sia la zucca (che tutti mettono in questo periodo). Il broccolo è un autentico concentrato di vitamine (niacina, acido folico, riboflavina etc) e minerali (magnesio, zinco e beta carotene). E’ ricco in vitamina C, potente antiossidante per la salute del cuore. Contiene glucosinolati, che sono responsabili della protezione contro l’invecchiamento cellulare (antirughe ad esempio) e le malattie cardiovascolari. Il sulforafano invece svolge attività anti-aggregante delle piastrine (simile alla cardioaspirina), ideale per la funzionalità arteriosa. Il modo migliore di consumarli è di cuocerli a vapore, piuttosto che bollirli. In questo modo si ha una minima perdita delle sostanze nutrienti.

Visto che non tutti in città hanno a disposizione un giardino o un vero e proprio orto, si può coltivare qualcosa anche sul balcone?
Certamente! Chiunque abbia un piccolo terrazzo può coltivare in cassette e vasche gli ortaggi più semplici: insalate, pomodori nelle varietà più piccole e colorate (tipo ciliegino), fragole, peperoni, melanzane. La tipologia di piante che si possono coltivare in casa si chiama cultivar (vuol dire varietà coltivata) e ha dimensioni più piccole, selezionate per la coltura in vaso dei balconi. Senza dimenticare le erbe aromatiche (rosmarino, salvia, timo, origano, prezzemolo, basilico, erba cipollina etc), ideali per la salute e per arricchire di gusto i piatti. Fondamentale per coltivare un orto sul balcone è avere almeno 4 o 5 ore di sole al giorno nel periodo estivo e disponibilità di acqua (ad esempio una presa d’acqua esterna per poter allestire un impianto di irrigazione automatizzato economico e pratico per i momenti di assenza da casa).

Quanto ci si deve dedicare all’orto per mantenerlo vivo?
Se si considera la coltivazione dell’orto un momento di socializzazione e di attività fisica moderata allora è possibile dedicarcisi un’ora al giorno o tre volte alla settimana. Per gli aspetti tecnici bisogna documentarsi quel minimo per imparare le operazioni basilari di coltivazione e ci si può far aiutare da un esperto o leggendo un testo di base.

 

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