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Positive nutrition: il nuovo approccio alla dieta fa vivere più a lungo

Vivere più a lungo restando in forma e godendo di una buona forma fisica è stato racchiuso in un unico concetto: si tratta della positive nutrition, un approccio fatto di positività e non di rinunce.

Inutile negarlo: la longevità si conquista a tavola giorno dopo giorno. Anche perché la cosa che sta a cuore a tutti non è spegnere il maggior numero di candeline possibili bensì vivere una vecchiaia sana e, possibilmente, mantenere una forma fisica accettabile. Gli esperti del Congresso Internazionale Science in Nutrition organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini per la scienza nell’alimentazione hanno racchiuso il tutto nel concetto di “positive nutrition”. Ma di che si tratta esattamente? Nulla di complesso e irrealizzabile in realtà: semplicemente un diverso approccio al cibo al fine di fare proprie delle abitudini sane senza sentirle come un sacrificio o una privazione.

Quando ci si mette a dieta si tende a focalizzare la propria attenzione su ciò che si dovrà eliminare dalla tavola: fritti, alcol, dolci… Ma se si cambiasse il punto di vista, scoprendo una lunga serie di cibi ipocalorici amici della salute e al tempo stesso gustosi? La chiave per risolvere il problema dell’obesità potrebbe essere proprio questa. D’altronde i dati parlano chiari: il consumo calorico giornaliero è aumentato di circa 300 calorie rispetto al 1970 e, di conseguenza, gli obesi sono passati dal 15 al 36 per cento della popolazione adulta. Barry Sears, presidente dell’Inflammation Research Foundation, non ha dubbi: mangiamo troppo e male. Scegliere la prima dieta che si trova non si può rivelare, tuttavia, la scelta giusta. Prima bisogna eliminare ogni infiammazione dal proprio organismo, per poi passare al dimagrimento vero e proprio.

Benvenuto Cestaro, docente di Chimica Biologica e Biochimica della Nutrizione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, ha tradotto il tutto ciò in alcune semplici strategie che potessero sembrare il più pratiche possibili. La dieta della longevità auspicata prevede quindi “una riduzione dei cibi pro-infiammatori, come gli acidi grassi idrogenati (prodotti da forno, da pasticceria, da fast-food, margarina etc), gli acidi grassi saturi (carni rosse, latte, burro e formaggi) e gli acidi grassi omega-6. Da privilegiare gli acidi grassi monoinsaturi (come l’olio d’oliva) e, soprattutto, i polinsaturi omega-3. Il rapporto ideale nella dieta tra omega-6/omega-3 è approssimativamente di 2:1″. Infine, appunto, giova alla causa anche il “pensare positivo”: il cibo può essere una fonte di sostanze benefiche per la salute, dei veri e propri ‘farmaci’. Perché non partire proprio da quei cibi buoni per costruire la propria felicità quotidiana?

LEGGI ANCHE: LONGEVITÀ IN AUMENTO: ECCO CHI SARANNO I PRIMI AD ARRIVARE A 90 ANNI

Photo credits Pinterest

Raffaella Mazzei

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Raffaella Mazzei

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