Ogni estate, con l’arrivo delle prime ondate di calore, si riaccende il dibattito su come bere correttamente per stare bene. Le indicazioni che circolano online — spesso contraddittorie, a volte bizzarre — rendono difficile capire cosa sia davvero utile e cosa invece sia semplice leggenda metropolitana. La questione dell’idratazione caldo è tutt’altro che banale: riguarda la salute di tutti, dai bambini agli anziani, da chi fa sport a chi trascorre le giornate in ufficio o in casa. In questo contesto, la voce di una professionista qualificata diventa preziosa. Abril González Campos, dietista con un dottorato di ricerca, ha affrontato pubblicamente il tema dei falsi miti sull’idratazione durante le ondate di calore, con un articolo pubblicato il 7 luglio 2026. In questo approfondimento raccogliamo gli spunti più utili per aiutarti a orientarti, con la consapevolezza che ogni situazione personale merita sempre il confronto con il proprio medico o con un professionista della nutrizione.
Prima di entrare nel merito dei contenuti, è giusto contestualizzare la fonte. Abril González Campos è una dietista con un curriculum accademico che include un dottorato di ricerca. La sua attività professionale è documentata e attiva, con una presenza pubblica orientata alla divulgazione scientifica in ambito nutrizionale. Non si tratta, quindi, di un’influencer del benessere o di una figura senza titoli verificabili: è una professionista che porta la propria formazione dentro il dibattito pubblico su alimentazione e salute.
Questo dettaglio conta, perché quando si parla di salute — e in particolare di un argomento come l’idratazione nel caldo estivo — la qualità della fonte fa la differenza. In un panorama mediatico saturo di consigli non fondati, affidarsi a chi ha una formazione specifica è il primo passo verso scelte consapevoli.
Il corpo umano è composto per una percentuale significativa di acqua, e il mantenimento di un corretto equilibrio idrico è fondamentale per il funzionamento di tutti gli organi. Quando le temperature salgono, il meccanismo della sudorazione entra in azione per raffreddare il corpo: questo processo comporta una perdita di liquidi che deve essere compensata in modo adeguato.
Il problema è che spesso si sottovaluta quanto sia facile disidratarsi, soprattutto nelle ore più calde della giornata, durante l’attività fisica o in presenza di condizioni particolari come l’età avanzata, alcune patologie croniche o l’assunzione di certi farmaci. Al tempo stesso, si tende a sopravvalutare alcune strategie di idratazione basate su credenze popolari piuttosto che su evidenze scientifiche. È proprio qui che i falsi miti fanno danni concreti: non solo non aiutano, ma possono portare a comportamenti sbagliati.
L’idratazione nel caldo non è un argomento da affrontare con superficialità. Le ondate di calore sono eventi meteorologici che mettono sotto pressione l’organismo, in particolare quello delle persone più vulnerabili. Capire come idratarsi correttamente — e soprattutto liberarsi delle convinzioni errate — è un atto concreto di cura di sé e degli altri.
I falsi miti sull’idratazione hanno una caratteristica comune: nascono spesso da un’osservazione parzialmente vera, che viene poi decontestualizzata, amplificata e trasmessa di bocca in bocca (o di social in social) fino a diventare una “regola” accettata da tutti. Alcune di queste credenze hanno radici culturali profonde, altre sono nate in risposta a campagne di marketing, altre ancora derivano da un’interpretazione semplicistica di dati scientifici reali.
Il fatto che un’esperta come Abril González Campos abbia sentito la necessità di intervenire pubblicamente su questo tema suggerisce che la confusione tra i consumatori è reale e diffusa. Non si tratta di un problema marginale: le scelte sbagliate in materia di idratazione, soprattutto durante le ondate di calore, possono avere conseguenze serie sulla salute.
Un altro elemento che alimenta la diffusione dei miti è la semplicità apparente del tema. “Bere” sembra un’azione talmente naturale e automatica da non richiedere approfondimenti. Eppure, proprio questa percezione di ovvietà abbassa la guardia critica e rende le persone più permeabili a informazioni non verificate. Chi legge un consiglio sull’idratazione raramente si chiede se sia fondato su evidenze scientifiche: lo prende per buono, lo applica e magari lo condivide.
Indipendentemente dai singoli miti che circolano, ci sono alcuni principi generali sull’idratazione nel caldo che godono di ampio consenso scientifico e che è utile conoscere come punto di riferimento.
Tra tutte le bevande disponibili, l’acqua è quella su cui esiste il maggiore consenso scientifico come fonte primaria di idratazione. Non ha calorie, non contiene additivi, ed è accessibile alla maggior parte delle persone. Le linee guida di enti come l’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano l’importanza di un’adeguata assunzione di liquidi, in particolare durante i periodi di caldo intenso, senza però indicare quantità rigide valide per tutti, poiché il fabbisogno varia in base a età, peso corporeo, livello di attività fisica e condizioni di salute individuali.
Uno degli elementi su cui la ricerca scientifica ha fatto chiarezza negli ultimi anni è che la sete non è un segnale sempre tempestivo e affidabile dello stato di idratazione, in particolare nelle persone anziane. Con l’avanzare dell’età, il meccanismo della sete tende ad affievolirsi, il che significa che una persona anziana può essere già in uno stato di disidratazione significativa senza avvertire la necessità di bere. Questo rende fondamentale l’abitudine di bere regolarmente, senza aspettare lo stimolo della sete, soprattutto durante le ondate di calore.
Una parte non trascurabile dell’apporto idrico quotidiano proviene dagli alimenti, in particolare da frutta e verdura, che possono avere un contenuto d’acqua molto elevato. Anguria, cetrioli, pomodori, fragole, pesche: sono tutti alimenti che contribuiscono all’idratazione dell’organismo. Questo non significa che possano sostituire il consumo di acqua, ma che una dieta ricca di frutta e verdura fresca rappresenta un supporto concreto al mantenimento di un buon equilibrio idrico, specialmente d’estate.
Con la sudorazione, il corpo non perde solo acqua, ma anche sali minerali — in particolare sodio, potassio e magnesio. In condizioni di sudorazione intensa e prolungata, come durante l’attività fisica in ambienti caldi, questa perdita può essere significativa. Tuttavia, per la maggior parte delle persone che svolgono una normale attività quotidiana, una dieta equilibrata è sufficiente a reintegrare i sali persi. Il ricorso a integratori o bevande specifiche va valutato caso per caso, preferibilmente con il supporto di un professionista.
Uno degli strumenti più utili per difendersi dai falsi miti è imparare a riconoscere i segnali di una fonte poco affidabile. Ecco alcuni elementi a cui prestare attenzione:
Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo al caldo, e non tutte corrono gli stessi rischi in caso di disidratazione. Alcune categorie meritano un’attenzione particolare:
I bambini piccoli hanno un rapporto superficie corporea/peso più elevato rispetto agli adulti, il che significa che disperdono calore — e perdono liquidi — più rapidamente. Inoltre, dipendono completamente dagli adulti per la gestione della propria idratazione. È fondamentale che genitori e caregiver prestino attenzione ai segnali di disidratazione nei bambini, soprattutto nelle giornate più calde, e che non aspettino la comparsa della sete come unico indicatore.
Come accennato, nelle persone anziane il meccanismo della sete è spesso meno efficiente. A questo si aggiunge il fatto che molti anziani assumono farmaci che possono influenzare l’equilibrio idrico o la capacità di termoregolazione. Il monitoraggio dell’idratazione nelle persone anziane durante le ondate di calore è una priorità di salute pubblica riconosciuta a livello internazionale.
Alcune condizioni di salute — come il diabete, le malattie renali o cardiache — possono influenzare in modo significativo il fabbisogno idrico e le modalità di idratazione. Chi vive con una patologia cronica dovrebbe sempre confrontarsi con il proprio medico prima di modificare le proprie abitudini di idratazione, specialmente in periodi di caldo intenso.
Chi svolge attività fisica intensa in ambienti caldi perde quantità di liquidi molto superiori rispetto a chi conduce una vita sedentaria. La gestione dell’idratazione durante il caldo per gli sportivi richiede strategie specifiche che tengano conto del tipo di attività, della durata, dell’intensità e delle condizioni climatiche. Anche in questo caso, il confronto con un professionista è la scelta più prudente.
In un panorama informativo così affollato, sapere dove cercare informazioni di qualità è già metà del lavoro. Oltre a rivolgersi a professionisti qualificati come Abril González Campos, è utile consultare fonti istituzionali e scientifiche. L’Istituto Superiore di Sanità pubblica regolarmente aggiornamenti e raccomandazioni sulle ondate di calore e sulla salute, con indicazioni pratiche rivolte alla popolazione generale e alle categorie più vulnerabili. Queste risorse sono gratuite, accessibili e prodotte da esperti del settore.
L’idratazione nel caldo è un tema che tocca la salute di tutti, e proprio per questo merita di essere affrontato con serietà e con le informazioni giuste. Il contributo di professioniste come Abril González Campos — dietista con dottorato di ricerca che ha scelto di intervenire pubblicamente per fare chiarezza — è prezioso in un momento in cui la disinformazione circola con la stessa velocità delle ondate di calore. Liberarsi dai falsi miti non significa diventare esperti di fisiologia: significa semplicemente imparare a fare le domande giuste, a riconoscere le fonti affidabili e a non dare per scontato ciò che “tutti dicono”. Prenditi cura di te con la stessa attenzione che riserveresti a una persona cara — e se hai dubbi sulla tua idratazione o sulla tua salute in generale, rivolgiti sempre al tuo medico o a un dietista qualificato. È la scelta più semplice e, al tempo stesso, la più efficace.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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