La lasagna più famosa al mondo? Quella senza besciamella: la ricetta

La ricetta più famosa al mondo è quella della lasagna “inventata” da John Chandler, cuoco “dilettante” di Dallas: la ricetta, pubblicata per la prima volta sul sito di AllRecipes.com 11 anni fa, vanta oltre 12 milioni di visualizzazioni, 33mila condivisioni su Pinterest e 7.600 recensioni che l’hanno resa di fatto la ricetta più popolare. La ricetta – con una punta di modestia – si chiama proprio “la migliore lasagna del mondo”: a quanto pare, la sua fidanzata dell’epoca incoraggiò John a pubblicare la ricetta online e, non volendo chiamarla semplicemente “le lasagne di John” gli consigliò di chiamarla “la lasagna migliore del mondo”.

“Non ci avevo pensato molto al momento e non avevo di certo la presunzione che fosse la lasagna migliore del mondo”, ha detto Chandler. Qualche anno dopo, però, controllò la sua mail e fu sorpreso di scoprire che la popolarità della ricetta della sua lasagna pubblicata online era salita alle stelle. “Oggi la ricetta è stata stampata in tutto il mondo e in molte lingue. Fantastico! Eppure sono solo un uomo del sud che ama la griglia e non sono un professionista”, ha continuato.

La ricetta della lasagna al pesto

I puristi della lasagna storceranno il naso ma la celebre ricetta, tramandata a John dalla madre quando era già sedicenne, non prevede l’utilizzo di besciamella ma contiene quasi un chilo di formaggio e si prepara in poco più di tre ore. “E’ una ricetta molto semplice e facile da eseguire: tutti possono apprezzarla e tutti hanno nella loro dispensa le cose per prepararla. Non c’è bisogno di un master in cucina”.

Attualmente, la ricetta della lasagna di Chandler è ancora la più cliccata del sito ed è anche sulla home page. Chandler dice che le persone hanno anche inviato le loro “rivisitazioni”, aggiungendo o togliendo un paio di ingredienti qua e là. “Le persone l’hanno fatta propria. Hanno cambiato alcune cose e aggiunto vino rosso o rosmarino. Non è solo la mia lasagna, tutti hanno contribuito a migliorarla”.

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