L’arrivo dei primi caldi e le temperature elevate atipiche di questa primavera sono spesso la causa di debolezza, stanchezza, spossatezza e hanno conseguenze anche sulla salute delle gambe. Per chi soffre di gonfiore, formicolio e indolenzimento degli arti inferiori questi mesi possono diventare davvero insopportabili. Si tratta di disturbi di natura micro-circolatoria molto comuni che si ripercuotono purtroppo sull’estetica delle gambe stesse, anche per questo è necessario non trascurarne i sintomi.
È tornato a sottolinearlo Gaetano Lanza, primario dell’Unità operativa di chirurgia vascolare dell’ospedale Multimedica di Castellanza in provincia di Varese: “Le problematiche che minano la salute delle gambe – ha spiegato il medico – si accentuano nel periodo primaverile ed estivo, che è quello più critico, proprio perché la sintomatologia si aggrava per l’effetto calore: con il caldo le vene si dilatano e le gambe soffrono di più“.
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Le prime vittime del caldo sono le donne, senza distinzione di età, le quali molto spesso soffrono di insufficienza venosa. Sono particolarmente a rischio anche gli obesi e coloro che svolgono una vita troppo sedentaria, ha spiegato Lanza. Spesso a causa del gonfiore e delle fragilità capillari molte donne finiscono per non scoprire le gambe neanche con l’arrivo della bella stagione; un vero peccato soprattutto se si tiene conto dei risultati emersi dall’indagine dell’Osservatorio PoolPharma research secondo cui proprio le gambe sarebbero la sede della bellezza femminile; sono in grado di slanciare la figura femminile, donandole sensualità senza involgarirla e in quanto a bellezza non hanno rivali.
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A perdere terreno sarebbero invece mani affusolate, decollete e collo a cigno. Ma per mantenere in forma a lungo le gambe è importante non trascurare la loro salute. Dolori, formicolii, inestetismi fastidiosi dovuti a una cattiva circolazione sanguigna che provoca il gonfiore, fragilità di capillari, vene varicose sono il campanello d’allarme: “Attenzione a non sottovalutare nessun disturbo – ha detto Lanza – la cosa più importante è la valutazione: anche nei casi semplicemente sospetti di insufficienza venosa è consigliabile una visita di un angiologo-chirurgo vascolare, che abbia esperienza in malattie cardiovascolari periferiche“.
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