Cibo precotto: meglio la “cara” dieta mediterranea

Gli italiani consumano sempre più cibi precotti, confezionati, calorici e privi di molte sostanze nutritive fondamentali  per l’organismo: questo è quanto emerso durante “The future of science”, convengo organizzato da Umberto Veronesi. Sembra che gli effetti della crisi economica abbiano influito anche sullo stile di vita degli italiani che hanno abbandonato la dieta mediterranea per un consumo più veloce ed economico di cibi in scatola e da fast food. Secondo i ricercatori, l’abbandono della dieta mediterranea ha portato a “un progressivo peggioramento delle condizioni di salute della popolazione italiana, a cominciare dall’aumento dei casi di obesità”.

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Il consumo di cibi confezionati causa aumento di alcune patologie, la carenze di vitamine e non permette la prevenzione di molte malattie che parte proprio da ciò che si trova nel piatto: “Gli effetti benefici del consumo di frutta, verdura, pesce, cereali integrali, frutta secca, olio d’oliva e vino in moderazione aiutano non solo nella prevenzione primaria della salute ma anche di quella secondaria, come malattie vascolari, tumori ormono-dipendenti e di alcune malattie neurodegenerative”,  ha dichiarato Maria Benedetta Donati dell’Istituto Neurologico Mediterraneo. I cibi precotti possono avere vantaggi per i portafogli, ma danneggiano la salute.

Preferiti soprattutto dai single e dai lavoratori, i cibi confezionati possono diventare pericolosi soprattutto per i grassi e l’alta quantità di sale che contengono e a volte anche per le scarse condizioni igieniche in cui vengono preparati e conservati. Anche le zuppe, i risotti, le verdure surgelate non fanno bene alla salute: disidratare un alimento vegetale vuol dire privarlo di vitamine e minerali essenziali per l’organismo. La soluzione sarebbe reintrodurre sulla tavola la dieta mediterranea, riconosciuta in tutto il mondo come la migliore migliore, e limitare il consumo di alimenti confezionati.

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