Chirurgia genitale femminile: in Italia aumentano gli interventi

Durante il 63° congresso della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica è emerso un dato sorprendente: l’intervento chirurgico più richiesto, che ha subito un aumento  importante è la ricostruzione dei genitali femminili, con un impennata del 24%. Questo intervento si chiama ninfoplastica e negli Stati Uniti è già molto famoso; le donne che si sottopongono a queste operazioni lo fanno soprattutto perché considerano poco attraente la loro area genitale e per avere una migliore vita sessuale.

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Diversa è poi la chirurgia ricostruttiva, effettuata dopo l’asportazione di tumori o altre patologie, che richiede la collaborazione tra ginecologi e chirurghi. Ma quali sono gli interventi maggiormente richiesti? “Le richieste si concentrano in particolare sulla cosiddetta labioplastica, intervento che comporta la riduzione delle piccole labbra, che con l’età o per malformazioni congenite possono presentare forme anomale e un eccessivo sviluppo. Ancora, è in aumento la diminuzione del cappuccio clitorideo e il restringimento del canale vaginale“, ha spiegato Massimiliano Brambilla, chirurgo plastico. Le tecniche di intervento più utilizzate sono il lipofilling e il PRP.

Quest’ultimo prevende l’utilizzo di un sangue ricco di piastrine, ricavato da un prelievo venoso, da impiantare poi nella zona desiderata; il lipofilling è invece un prelievo di grasso e suo successivo impianto. I medici sono d’accordo sul fatto che la chirurgia dei genitali sia molto delicata e debba essere effettuata da un team di esperti, divisi tra ginecologo, urologo e chirurgo. Se mal effettuata “il rischio è quello di ottenere, dopo l’intervento, risultati peggiori della situazione di partenza” dice Brambilla. Meglio quindi informarsi e affidarsi a professionisti seri e solo se realmente se ne ha bisogno.

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