Abbuffate natalizie, come smaltirle? “Si riparte dall’acqua”

Fra pranzi, cenoni, serate con gli amici che si rivedono una volta all’anno, rimpatriate e festeggiamenti di sorta, quanto abbiamo mangiato in questo periodo? Tanto. Le abbuffate di Natale, Capodanno e dintorni sono qualcosa di inevitabile. Una delizia ma anche una croce che lascia segni fin troppo visibili in diverse parti del corpo: pancia, fianchi, fondoschiena. L’ago della bilancia, implacabile, traduce in chili gli stravizi alimentari creando un assillante senso di colpa. E dunque poi scatta il solito interrogativo: come smaltire cotechini, panettoni, pandori, lasagne, lenticchie e tutto quel ben di Dio finito sotto i nostri denti? Quanto tempo ci vorrà per rimettersi in forma o comunque tornare al peso di prima? Non molto, se si riesce a essere disciplinati. E una risposta concreta arriva dagli specialisti, i quali ritengono necessario “ripartire dall’acqua e idratarsi nel modo più corretto, depurando l’organismo“.

Alessandro Zanasi, docente della Scuola di specializzazione in Mmalattie dell’apparato respiratorio all’Università di Bologna ed esperto idrologo dell’Osservatorio Sanpellegrino, spiega infatti che “un corpo già depurato avrà molte più chance di rispondere al meglio ad un regime alimentare sano, vario ed equilibrato. E l’acqua, tra le funzioni più importanti ha quella di eliminare sostanze nocive, scorie e minerali inorganici, sostanze prodotte dall’organismo per trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia“. Un suggerimento valido per tutti, uomini e donne di qualsiasi età. E che sicuramente sarà raccolto da molti.

Anche perché molti sono, come dicevamo, un tantino crucciati e lo dimostrano i dati raccolti dall’Osservatorio su Google Trend. Nei primi dieci giorni dell’anno si raggiunge il picco di ricerche relative al termine “dieta”, secondo solo a quello dei mesi immediatamente precedenti l’estate: “Da nord a sud, senza distinzioni geografiche: nella top 5 della classifica delle regioni si trovano a poca distanza l’una dall’altra sia regioni del Mezzogiorno, come Calabria e Sicilia, sia regioni del nord come Lombardia e Friuli Venezia Giulia, a cui si aggiunge il Lazio, in rappresentanza del centro“.

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