Skip to content
Velvet Body

Velvet Body

Interviste, recensioni, news, foto e video per chi vive una vita salutare

  • Notizie
  • Bellezza
  • Ricette
  • Kids
  • Salute
  • Benessere
  • Home
  • 2015
  • Gennaio
  • 29
  • Oli in cottura, attenzione al “punto di fumo”: mai superarlo
  • Salute

Oli in cottura, attenzione al “punto di fumo”: mai superarlo

Redazione 29 Gennaio 2015
Oli in cucina, attenzione al punto di fumo
Segui Velvet Body su
Aggiungi ai preferitiGoogle News
Segui Velvet Body su Google Discover:
  1. apri l'app Google e vai al feed Discover
  2. cerca Velvet Body o apri un nostro articolo
  3. tocca il pulsante Segui accanto al nostro nome

L’alimentazione mediterranea non può prescinderne. Che venga usato in cottura o a crudo, l’olio è alla base della cucina dell’intero bacino ed è sempre più diffuso in tutte le culture culinarie a scapito dei grassi di origine animale. Parliamo genericamente di grassi che, in fase di cottura in particolare, cambiano di struttura chimico-fisica a causa del calore. L’uso corretto degli oli – sia a scopo salutistico che di sapore – molto ha a che fare con il punto di fumo, ovvero il momento in cui il grasso si decompone a causa delle alte temperature e rilascia acroleina, una sostanza tossica che ne altera il sapore e che produce un fumo fastidioso. Questo non va mai superato. Ma non tutti gli oli hanno il medesimo punto critico.

L’olio di semi di girasole si usa prevalentemente in frittura e ha una buona resistenza all’ossidazione. La sua temperatura deve rimanere tra i 130 e i 210 °C. Al contrario l’olio di semi di soia si ossida facilmente ed è poco adatto alle cotture, quindi meglio rimanere entro i 130°C.. L’olio di vinacciolo è una rarità: si ottiene dalla pressatura dei vinaccioli dell’uva e pur essendo molto resistente alle alte temperature, visto il costo, si predilige un uso a crudo.

L’olio di semi di mais si presta bene a entrambi gli usi: in cottura può arrivare fino a 210°C, ma essendo ricco di acido oleico e quindi di vitamina E, è consigliabile l’impiego nature. Quello di arachide è noto per le fritture. Infatti la sua buona stabilità dovuta a grassi monoinsaturi non lo penalizza nell’azione termica che può arrivare fino a 180°C. Infine l’”oro verde”, l’olio di oliva extravergine che, ampiamente usato crudo su pietanza anche cotte, ha invece un buon punto di fumo che si aggira intorno ai 200°C. La frittura con olio evo risulterà così non solo corretta ma anche molto profumata, grazie alle caratteristiche organolettiche delle olive di partenza.

foto by Facebook

Tags: oli punto di fumo temperature

Continue Reading

Previous: Litchi, “l’uva cinese” ricca di vitamine e minerali
Next: Detersivi fatti in casa: pulizie senza rischi per la salute
  • Redazione
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
Copyright © 2025 Velvetbody.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma (RM) - P.Iva 17132921002 - Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001
In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Alcuni contenuti presenti in questo sito provengono da Amazon; sono forniti “così come sono” e possono essere modificati o rimossi in qualsiasi momento.