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Palestra, selfie vietati: anche in Italia?

Ogni settimana vengono postati sui social ben 17 milioni di selfie e una buona percentuale di essi viene fatta nelle palestre. Con bastone o meno, gli autoscatti sono una moda, anzi una vera mania dilagante e ora c’è chi vorrebbe frenare il suo dilagare, almeno quando si tratta di luoghi dove per allenarsi serve concentrazione e impegno. Il primo esempio viene dalla Svezia dove la catena di palestre Friskis & Svettis ha proibito l’utilizzo dei cellulari mentre si praticano le attività. In realtà questa decisione è stata presa nei primi mesi del 2015 ed è partita dal divieto di scattarsi foto negli spogliatoi dopo alcune accuse di persone che chiedevano maggiore privacy. Gli allenatori hanno preso la palla al balzo e, stufi delle continue interruzioni per farsi una foto, poco tempo fa sono riusciti a estendere il divieto anche dentro le sale pesi.

LEGGI ANCHE: SE IL SELFIE NON PIACE SI VA DAL CHIRURGO

L’idea che questo veto possa allargarsi a macchia d’olio anche in altri Paesi non è del tutto priva di fondamento. Da una ricerca condotta da alcuni specialisti richiesta da Les Mills, una delle più grandi catene di sale da ginnastica del mondo, ha svelato che un terzo degli utenti che frequentano le palestre è solito farsi selfie durante l’orario di allenamento e il 40% degli istruttori vorrebbe fosse proibito. A questi dati si somma anche quello di un sondaggio realizzato in Gran Bretagna per capire cosa dava più fastidio agli atleti impegnati nei loro esercizi. Per il 76% degli intervistati l’avversario numero uno della propria serenità è proprio il momento “mi faccio una foto”. Di contro c’è anche invece chi vorrebbe approfittare della pubblicità gratuita e magari mettere un piccolo marchio nei selfie dei propri iscritti.

Per il consulente del settore fitness di Les Mills, Graeme Hinde, la tentazione di vietare i telefoni cellulari del tutto nelle palestre è fortissima, ma è una mossa difficile da praticare e che costerebbe troppo in numero di iscritti, a meno che non sia regolarizzata di comune accordo. Meglio capitalizzare le opportunità di business portati da questa moda, magari istituendo una zona precisa dove consentire questa pratica vanitosa. Due piccioni con una fava: meno disturbi mentre si fanno pesi e la possibilità di mettere loghi, hastag e quant’altro per rendere riconoscibile il proprio istituto. In attesa di vedere come procederanno le cose, dalla ricerca portata avanti dal colosso di gym e fitness emergono perfino i cinque tipi di selfie da palestra:

  • Vanityselfie. Ovvero il selfie impavido di chi si piazza davanti allo specchio e, fiero dei propri risultati, non ha paura di mostrarlo
  • Presentselfie. Un autoscatto che dimostri al mondo che si va in palestra regolarmente, spesso sinonimo di coda di paglia
  • Professionalselfie. Tipico di vuol mostrare per primo a se stesso (e poi sui social) i miglioramenti del lavoro svolto e perseguire gli obiettivi fissati. Ma allora perché poi postarlo?
  • Mucolarselfie. Un vero e proprio zoom per focalizzare l’attenzione su muscoli in particolare. I più gettonati sono gli addominali e i bicipidi tra gli uomini, tra le donne invece sedere e gambe. Scontati
  • Distratselfie. Della serie, mi scatto una foto e faccio credere che me la stia facendo qualcun altro. Con tanto di tipica espressione “Spero che nessuno stia guardando”

E voi vi riconoscete in uno di queste tipologie?

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Bellezza, dieta, fitness, chirurgia e ricette: tutto questo è Velvet Body! Vi diamo consigli e suggerimenti per il benessere interiore ed esteriore.

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