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A 85 anni stabilisce il nuovo record nella maratona: eppure voleva fare meglio…

A 85 anni bisogna pensare solamente a godersi nipoti e pensione? Ed Whitlock non la pensa affatto così e nella maratona di Toronto ha stabilito un record mondiale, polverizzando il suo predecessore.

A quale età si comincia ad essere vecchi? C’è chi ipotizzava che ciò avviene quando si smette di ridere. Per il signor Ed Whitlock, piuttosto, quel momento arriverà quando smetterà di correre. Nato il 6 marzo del 1931, questo arzillo ottantacinquenne ha stabilito un nuovo record mondiale nella maratona di Toronto 2016: 3 ore e 56 minuti netti contro le 4 ore 34 minuti e 55 secondi del suo predecessore. Più che di record infranto si può parlare di record polverizzato (nella categoria senior 85-90), eppure il velocissimo Ed Whitlock non è stato pienamente soddisfatto dal suo risultato: “Miravo alle 3 ore e 50, ma dopo metà gara mi sono reso conto che era troppo difficile”, ha dichiarato subito dopo la gara.

La sua storia fa bene allo sport a 360 gradi (LEGGI ANCHE: SI CHIAMA MINNIE SOLOMONS, HA 99 ANNI E FA L’INSEGNANTE DI FITNESS). Lui non corre per successo o gloria, corre semplicemente per se stesso. Ha cominciato a 40 anni (un’età in cui molti suoi ‘colleghi’ attaccano le scarpe da ginnastica al chiodo) e non ha nessuna intenzione di smettere. “Nessuno sa quando arriverà l’ora dell’ultima corsa ma io continuerò a correre finché potrò”, ha detto con un mix di realismo e ambizione. A 85 anni bisogna pensare già alla morte? Assolutamente no, e infatti il signor Ed non pensa nemmeno agli acciacchi. Al termine della maratona ha accusato un po’ di male alle ginocchia ma nulla più.

D’altronde nel 2004, a 73 anni suonati, aveva raggiunto un altro importantissimo traguardo: chiudere la stessa maratona di Toronto a 2 ore, 54 minuti e 49 secondi. Per chi non riuscisse a quantificare l’entità del successo, basti pensare che molti runner non raggiungono mai questo risultato, nemmeno una sola volta nella vita.

Se Ed Whitlock può considerarsi moderno sotto molti punti di vista, lo stesso non si può dire quando si parla di scarpe. Quelle ‘di oggi’ proprio non gli piacciono, tant’è che conserva un piccolo stock del suo modello preferito. “È un modello di venti anni fa che ormai fa parte del passato ma io non amo quelli attuali”, afferma senza paura di offendere qualcuno. D’altronde i risultati danno ragione a lui e non agli ultimi ritrovati della tecnologia…

Photo credits Facebook

Raffaella Mazzei

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Raffaella Mazzei

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