La spermidina: un elisir che allunga la vita

Alcuni studi dimostrano che esiste in natura una sostanza in grado di allungare la vita e di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Essa è la spermidina.

In molti alimenti tra cui si annoverano i legumi, i formaggi stagionati e i cereali integrali, è presente una sostanza chiamata spermidina, che appartiene alla classe delle poliammine ed è coinvolta nel metabolismo cellulare, che riduce il rischio di malattie cardiovascolari e allunga la vita. I risultati di tale ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine condotta da Guido Kroemer della Equipe Labellisée Ligue Contre le Cancer, a Parigi insieme ai colleghi dell’università australiana di Graz. Lo studio è stato effettuato su topolini e ratti e successivamente è stato esteso anche a 800 individui del comune di Brunico. Si è rilevato che il consumo di alcuni cibi contenenti spermidina portano ad avere minori rischi cardiovascolari e un’attenuazione della pressione alta.

Anche in precedenti studi la spermidina aveva portato a risultati eccellenti; infatti sono stati effettuati degli studi su animali più semplici, quali lieviti, moscerini e vermi, e la molecola aveva già dimostrato tutte le sue potenzialità e i suoi effetti benefici sulla longevità.

spermidina

L’esperimento recente è stato effettuato aggiungendo spermidina nell’acqua dei topolini, iniziando quest’integrazione quando i topi erano già grandi, ossia corrispondenti ad esseri umani di circa 45 anni. Dunque è stato dimostrato come questa sostanza allunghi la vita degli animali grazie ai suoi effetti cardioprotettivi, in quanto aumenta la funzionalità del sistema cardiaco dei topi anziani. Successivamente gli studiosi hanno stimato la quantità di spermidina nella dieta di 800 persone e si è rilevato un minor rischio di insufficienza cardiaca e altre malattie cardiovascolari e un minor livello di pressione alta in coloro che assumevano un’ alta percentuale di tale sostanza, in special modo negli uomini. Dunque è necessario allestire studi clinici più accurati per continuare lo studio dell’azione di questo composto.

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