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Prima staminale sintetica: funziona e diminuisce i rischi di rigetto

Redazione 29 Dicembre 2016
Prima staminale sintetica: funziona e diminuisce i rischi di rigetto

Contro tumori e molte altre patologie le staminali riescono a dare speranza grazie al loro elevato potere rigenerativo. Alcuni ricercatori le hanno realizzate in laboratorio e i risultati dei test aprono prospettive importanti.

Le cellule staminali vengono utilizzate già da tempo nel trattamento dei tumori e di altre patologie più o meno gravi. Alcuni ricercatori della North Carolina State University hanno annunciato la creazione in laboratorio della prima staminale sintetica, la quale riesce ad offrire tutti i benefici racchiusi nelle staminali naturali diminuendo al tempo stesso rischi quali crescita tumorale e rigetto immunitario. Estremamente positivi i test condotti sugli animali: nei topi colpiti da infarto le staminali sintetiche sono riuscite a legarsi ai tessuti del cuore riparando così quelli danneggiati.

Queste cellule staminali artificiali sono costituite da un materiale biodegradabile e biocompatibile chiamato ‘Plga’, un acido lattico o glicolico al quale sono state aggiunte alcune proteine prodotte in coltura da cellule staminali cardiaca e umane. Le tecniche inaugurate dai ricercatori americani apre la strada alle staminali artificiali cardiache ma anche a quelle di molti altri organi e tessuti. I vantaggi che possono derivarne non si esauriscono qui: le nuove staminali sono più resistenti rispetto quelle umane e si conservano meglio. Me Cheng, coordinatore dello studio, ha espresso il suo augurio più grande: “Speriamo che questo possa essere un primo passo per produrre staminali sintetiche in serie”, le quali potranno essere utilizzate nella medicina rigenerativa.

Prima staminale sintetica: funziona e diminuisce i rischi di rigetto

Queste unità create ad hoc riducono i rischi grazie ad una caratteristica ben spiegata dal genetista e rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Giuseppe Novelli: “Sono prive di nucleo, di Dna e non possono dividersi, quindi evitano i rischi connessi all’uso delle staminali“. Per questo motivo saranno simili a navette che, una volta arrivate a destinazione, libereranno il loro carico e si dissolveranno nel corpo senza lasciare tracce.

Photo credits Facebook

Tags: cellule staminali Tumore

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