Lat machine: come si usa e quali muscoli fa lavorare

La Lat machine è un macchinario immancabile nella scheda da fare in palestra: ecco come si usa e quali muscoli fa lavorare esattamente.

Lat machine: avanti e indietro

La lat machine è un macchinario estremamente versatile che può essere utilizzato per sviluppare diversi muscoli sebbene il principale resti il gran dorsale. La prima differenziazione da fare è tra la lat machine in avanti e la lat machine indietro. Nel primo caso si alleneranno i muscoli del gran dorsale, nel secondo il focus sarà sugli adduttori della scapola. Attenzione tuttavia a quest’ultima proposta poiché, per essere eseguita in sicurezza, necessita di un’ottima mobilità della spalla e della colonna vertebrale. Meglio lasciare ai body builder provetti la lat machine indietro, mentre in avanti si adatta tanto ai neofiti quanto ai soggetti più allenati.

Posizioni e muscoli coinvolti

Un’altra differenziazione riguarda la larghezza della presa: più si aumenta e più l’esercizio sarà difficile, andando a lavorare maggiormente con i romboidi e gli adduttori delle scapole. Per quanto riguarda la posizione del corpo, una presa supina attiverà i bicipiti ma graverà maggiormente sui gomiti. La presa prona è invece la più semplice e rappresenta il punto di partenza per sviluppare in modo corretto i muscoli della schiena. Come già precisato, la lat machine è l’ideale per allenare il gran dorsale ma i suoi effetti si estendono anche a romboide, gran rotondo, trapezio e gran pettorale.

Lat machine: come si usa e quali muscoli fa lavorare

Come svolgere gli esercizi

Per eseguire la lat machine bisogna sedersi con il busto ben teso e il petto in fuori. La schiena deve essere inarcata ma non iperestesa, pronta a rilassarsi quando le braccia andranno in alto per la fase finale dell’esercizio. Le scapole sono sempre in tensione poiché il movimento delle braccia deve restare controllato sia nella fase distensiva che nel momento in cui si tira la sbarra verso di sé. A questo scopo è utile tenere i gomiti leggermente flessi per non far calare la tensione. Anche la respirazione è importante: bisogna inspirare alla fine della fase di risalita ed espirare quando si discende.

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