Nessun vaccino, bimba prende il tetano: come sta, cos’è successo

Bambina costretta a fare i conti con il tetano per l’assenza di vaccini: le sue condizioni migliorano e i medici sono ottimisti, ma com’è avvenuta l’infezione? Tutti i dettagli della triste vicenda.

Una bimba di 7 anni è arrivata all’ospedale Regina Margherita di Torino in preda a convulsioni e spasmi incontrollati. I genitori l’hanno accompagnata incerti e pieni di preoccupazione ma hanno ricevuto una diagnosi che non si sarebbero aspettati: la figlia aveva preso il tetano, una malattia per la quale non era mai stata vaccinata. E dire che l’antitetanica era obbligatoria ancor prima del decreto Lorenzin, proprio come polio, difterite ed epatite B. I medici, prontamente supportati dagli esperti dell’Amedeo di Savoia, sono subito diventati operativi e hanno sottoposto la piccola paziente ad una terapia specifica per eliminare la tossina che provoca il tetano.

Fortunatamente la bambina ha risposto bene alle cure e già dopo poche ore ha ricominciato a respirare da sola, sebbene sia stata tenuta sedata per evitare spasmi e complicanze. Il tetano purtroppo ne possiede molte e può arrivare a causare gravi danni neurologici. La sua prognosi è riservata ma a distanza di 24 ore dal ricovero i medici hanno espresso ottimismo poiché le condizioni della paziente hanno cominciato lentamente a migliorare. Ovviamente è stata mandata una segnalazione al Ministero poiché l’assenza di vaccini viola le normative vigenti. Non è stato aperto alcun fascicolo ma Regione, ospedale e Asl stanno cercando di andare a fondo alla questione.

L’obbligatorietà del vaccino ha diminuito drasticamente l’incidenza del tetano tant’è che dal 2007 al 2017 si sono verificati solamente 2 casi nei bambini al di sotto dei 4 anni. La mortalità è tra il 30 e il 50 per cento ma in questo caso la situazione dovrebbe restare sotto controllo. Impossibile però che l’assenza del vaccino sia stata una dimenticanza, anche perché nemmeno il fratello della piccola è mai stato vaccinato. Negli archivi della Regione, quindi, deve saltare fuori un documento firmato dai genitori col quale si attestava il loro cosiddetto “rifiuto informato”, obbligatorio anche negli anni scorsi. Ciò che è certo è che il 25 ottobre, proprio in quanto mai vaccinata, la piccola si sarebbe dovuta presentare all’Asl con i genitori. La lettera ricevuta dall’ufficio d’igiene, prevista dal decreto Lorenzin, è stata preceduta proprio dall’insorgere di quel tetano che sarebbe stato meglio prevenire.

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