Hassan era stato definito il bambino farfalla a causa di una malattia che gli aveva fatto perdere la pelle: un team di italiani lo ha salvato con una tecnica mai utilizzata prima.
Hassan è stato definito il “bimbo farfalla” a causa della sua malattia, ovvero una forma di epidermiolisi bollosa aggravata da una superinfezione batterica che gli aveva letteralmente mangiato l’80 per cento della pelle del corpo. Nel 2015, a soli 7 anni, il bambino aveva perso quasi tutta la sua epidermide e sembrava condannato a morire in un modo davvero terribile e privo di dignità. Ricoverato presso lo University Children’s Hospital di Bochum (Germania), i pediatri che lo avevano in cura hanno pensato di chiedere aiuto al Centro di medicina rigenerativa dell’università di Modena e Reggio Emilia, coordinato dal professor Michele De Luca.
De Luca, intervistato dalla rivista scientifica Nature, ha tutti i motivi per essere fiero del lavoro svolto: oggi Hassan sta molto meglio e ha buone possibilità di condurre finalmente una vita normale grazie al “primo intervento salvavita al mondo con cellule staminali epidermiche corrette dalla terapia genica”. Il lavoro è stato davvero complesso: Hassan è stato sottoposto a morfina e coma farmacologico per poter placare il dolore ma la sua pelle è stata ricostruita per intero – sana e perfettamente funzionale – per poi essere reimpiantata attraverso 3 complesse operazioni.
De Luca, che da oltre 30 anni coltiva in laboratorio le staminali epidermiche, ha appreso questa tecnica negli Stati Uniti e per salvare Hassan ha collaborato con diversi professionisti operanti in varie strutture d’Europa. A 2 anni dall’intervento è giusto tirare le somme ed essere decisamente soddisfatti: “Hassan va a scuola, corre, si sente normale. Aveva dolori fortissimi e ci faceva domande alle quali non potevamo rispondere: ‘Perché devo stare chiuso in casa? Perché non posso giocare a pallone?’. Ora può farlo. La sua pelle sta meravigliosamente bene, non ha più avuto bolle né ferite. Per noi è come un sogno”, ha testimoniato il padre del bambino.
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