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Una blatta nel cornetto Bauli: l’azienda risponde così all’accusa

Una cliente insoddisfatta si è lamentata per aver trovato una blatta nel cornetto Bauli destinato al figlio: l’azienda ha risposto alle accuse precisando le proprie ragioni. Ecco cos’è successo.

Una brutta accusa quella mossa da una mamma di Caserta, la signora Maria Rosaria Madonna, nei confronti della nota azienda dolciaria Bauli. La donna ha affermato che nel cornetto consumato a colazione dal figlio c’era una blatta. Oltre ad aver fotografato il suddetto cornetto (è quello dell’immagine in alto) la signora ha denunciato il fatto al Nucleo Antisofisticazione e Sanità, tant’è che il cornetto incriminato è al centro di un’indagine ed è stato sequestrato dai Nas di Caserta (la Bauli aveva contattato la signora Maria Rosaria per riceverlo e analizzarlo da vicino). La reazione della Bauli ovviamente non si è fatta attendere visto che l’azienda ha tutta l’intenzione di tutelare la propria immagine.

Il comunicato è stato chiaro: “Attualmente, non c’è stato nessun ritiro di prodotto dagli scaffali e non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da parte degli enti di controllo ufficiale preposti. In generale, però, è giusto evidenziare che la sicurezza del consumatore è una priorità assoluta dell’azienda. Bauli da sempre si prende cura dei propri consumatori”, si legge. Nella nota ufficiale prontamente diffusa a media e autorità si precisa inoltre che “non esiste nessuna informazione che permetta di dichiarare la presenza del corpo estraneo sul prodotto integro nella sua confezione originaria”.

Com’è stato possibile, allora, che la blatta sia entrata nel cornetto sigillato? Impossibile fornire una risposta certa. La Bauli ha voluto ricordare che ogni anno vengono effettuati migliaia di controlli per attestare che tanto le materie prime quanto i prodotti finiti siano perfettamente in grado di rispettare gli standard qualitativi meritati dai clienti. All’apertura dell’indagine, tuttavia, non è seguito alcun ritiro dei prodotti né provvedimenti nei confronti degli stabilimenti di Castel d’Azzano, Orsago e Romanengo. La chiarezza probabilmente arriverà col tempo e la Bauli, dimostrandosi aperta al dialogo e alla collaborazione, è pronta a seguire le disposizioni della procura e le procedure per un’eventuale allerta a tutela della salute pubblica qualora dovessero emergere responsabilità oggettive.

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