Si chiama Mokita ed è il primo asilo del tutto vegano: l’idea è quella di insegnare ai bambini la bellezza del mondo animale – senza mangiarlo – ma molti genitori non hanno apprezzato la scelta alimentare di questo istituto.
Sebbene i nutrizionisti tendano a sconsigliare il ricorso ad una dieta vegana per i più piccoli (considerata troppo restrittiva e non sufficientemente equilibrata. Il link in fondo alla pagina fornisce tutti i dettagli sull’argomento), un asilo tedesco ha deciso di proclamarsi 100% vegano. L’inaugurazione è stata fissata per il mese di agosto 2018 e il nome scelto è Mokita, una parola che nasconde un significato profondo. L’origine infatti appartiene alla lontana Papua Nuova Guinea e si traduce con “la verità che tutti conoscono ma nessuno pronuncia”.
Inutile dire che l’iniziativa – unica nel suo genere – ha sollevato un polverone. Non tutti i genitori si sono dichiarati d’accordo con questo menù che bandisce ogni tipo di carne e pesce. A loro avviso il momento del pranzo dei bambini è particolarmente delicato e dovrebbe beneficiare della massima attenzione, cosa che un menù vegano non può assolutamente fare. Se il nome tuttavia può apparire come una provocazione, l’intento dei fondatori dell’asilo è serio e ponderato. L’idea di un asilo veggie risale al 2013 e con il tempo la sua realizzazione ha assunto il sapore di un dolce successo.
La domanda che tutti i genitori si sono posti è comprensibile: vista la loro tenera età, non sarà troppo presto per fare a meno di determinati nutrienti? I fondatori dell’asilo tuttavia sono pronti a rispondere a suon di qualità. Gli ideatori di Mokita, infatti, giurano che i pasti dell’asilo saranno ben pianificati e faranno uso di prodotti regionali e di stagione. E non finisce qui: ai bambini verrà data l’opportunità di scoprire il mondo animale attraverso alcune gite nelle zone verdi di Francoforte. I genitori non sono però gli unici scettici. Anche se di fatto l’asilo ha ricevuto il permesso di aprire, la German Nutritional Society non è ancora convinta e ha sottolineato l’importanza dell’informazione e dell’utilizzo di appositi integratori per non far mancare nulla ai bambini. Resta da vedere se l’idea avrà successo e se farà da apripista anche per gli altri Paesi europei (Italia compresa).
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