Addio Sara Anzanello: che malattia aveva la pallavolista

Sara Anzanello è morta a soli 38 anni e la pallavolo è costretta a darle un addio prematuro. L’atleta, campionessa del mondo nel 2002, era molto apprezzata sia dentro che fuori dal campo. Giocava nel ruolo di centrale e dalla sua zona 3 ha sempre dimostrato di avere carisma sia come giocatrice che come persona. Il ricordo delle compagne che hanno giocato con lei o contro di lei si uniscono a quelle dei dirigenti e dei fan. Sono rimasti tutti sconvolti dalla sua scomparsa, causata da una malattia che non è riuscita a sconfiggere. Nel 2013 era stata colpita da un’epatite virale fulminante. All’epoca stava giocando in Azerbaijan e fu costretta a fermarsi per affrontare un durissimo percorso medico. Nel 2014 subì un trapianto di fegato ma quali a dirle ‘poverina’. “Mi sono sempre considerata un’atleta, e oggi come allora se leggo parole tipo ‘poverina’ mi sale il sangue alla testa. Non fa per me. Poi so benissimo che certe cose non le posso più fare, ma non mi sento davvero gli anni che ho”, aveva detto in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport nel 2016.

Il testamento morale di Sara Anzanello

Una lettera pubblicata su Facebook dopo la sua morte spiega i motivi del decesso: un linfoma che purtroppo ha avuto la meglio. È stato condiviso sulla sua pagina verso le 20.00 di giovedì 25 ottobre, poco dopo il decesso. Ecco quanto scritto dalla campionessa: “Perché condividere: per essere di supporto a chi come me deve superare delle difficoltà, per far capire che la vita è bella, perché in questo momento ho bisogno di energie positive. Devo fare un altro trapianto, ma mi hanno diagnosticato un tumore al sistema linfatico. Ed ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere. Non si sa mai quali e quante sfide la vita ti pone davanti, difficilmente si è abbastanza pronti. Cos’è la cosa che vorresti più di ogni altra, il tuo sogno nel cassetto, il tuo desiderio più grande? Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere, passeggiare, stare all’aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene. Vivere, senza grandi pretese, ma vivere”, ha scritto.

Addio Sara Anzanello: che malattia aveva la pallavolista

Tumore al sistema linfatico

Ma il suo lungo sfogo non finisce qui: “Molti conoscono la mia storia, dopo il difficile trapianto di fegato nel 2013 ho lottato per riprendere in mano la mia vita; quest’anno, l’aggravarsi della mia situazione mi ha riportato qui al Niguarda per entrare nuovamente in lista. Nello stesso periodo mi è stato diagnostico un tum…re al sistema linfatico, manco riesco a dirlo, ed ora inizierò le chemio. A voi spiegata la mia costante presenza alla SPA Niguarda dove sono seguita da un’equipe di alto livello di cui mi fido e che sta facendo di tutto per far avverare i miei desideri. Ho la fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c’è più… Tante altre persone stanno combattendo la mia battaglia, in tante l’hanno già vinta, altre no. Ho paura, non sarà l’emozione migliore da avere, però non avere certezze fa paura. Non voglio entrare nei dettagli medici ma, se volete mandarmi un piccolo pensiero, una preghiera per i credenti, un po’ di energia positiva che aiuti il mio corpo a fare piazza pulita di ciò che non va bene. Io sono qui per lottare, mai mollare, crederci sempre come ho fatto in tutta la mia vita.
Arrivederci a tutti.
Sara”.

Il saluto della Federvolley

“È una notizia sconvolgente. Era una ragazza davvero speciale che sembrava essere riuscita a vincere la sua personalissima battaglia, ma purtroppo le cose non sono andate come noi tutti speravamo. Oltre che essere stata un’atleta di primissimo livello, era una persona eccezionale. Ai suoi cari e alla sua famiglia un sincero abbraccio e le più sentite condoglianze”, ha dichiarato il presidente della Federvolley Bruno Cattaneo. Per renderle l’ultimo saluto è stato disposto un minuto di silenzio prima dell’inizio di ogni gara disputata sabato 27 e domenica 28 ottobre.

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