Skip to content
Velvet Body

Velvet Body

Interviste, recensioni, news, foto e video per chi vive una vita salutare

  • Notizie
  • Bellezza
  • Ricette
  • Kids
  • Salute
  • Benessere
  • Home
  • 2026
  • Novembre
  • 4
  • Come iniziare ad allenarsi: guida alla programmazione e agli split routine per chi comincia
  • Fitness

Come iniziare ad allenarsi: guida alla programmazione e agli split routine per chi comincia

Scopri come strutturare un programma di allenamento da principiante: progressività, RPE e la scelta tra split routine e full-body per evitare errori comuni.
Redazione Velvet 4 Novembre 2026
Allenamento: programmazione e split routine per principianti

Scopri come strutturare un programma di allenamento da principiante: progressività, RPE e la scelta tra split routine e full-body per evitare errori comuni.

Segui Velvet Body su
Aggiungi ai preferitiGoogle News
Segui Velvet Body su Google Discover:
  1. apri l'app Google e vai al feed Discover
  2. cerca Velvet Body o apri un nostro articolo
  3. tocca il pulsante Segui accanto al nostro nome

Iniziare ad allenarsi è uno dei passi più importanti che si possano fare per il proprio benessere, ma spesso ci si trova subito davanti a un labirinto di termini, schede e consigli contrastanti. La programmazione allenamento principianti non deve essere complicata: al contrario, un buon punto di partenza è capire pochi principi fondamentali — come strutturare le sedute, quanto spesso allenare ogni muscolo e come ascoltare il proprio corpo — per costruire un’abitudine solida e sostenibile nel tempo, senza rischi e senza frustrazioni.

Perché la programmazione è il vero punto di partenza

Molti neofiti commettono l’errore di iniziare ad allenarsi “a caso”: si fa un po’ di tutto ogni giorno, oppure si copia la scheda di un amico esperto senza considerare il proprio livello. Il risultato è quasi sempre lo stesso: affaticamento precoce, progressi lenti e, nei casi peggiori, piccoli infortuni che scoraggiano la continuità.

Un programma di allenamento è semplicemente un piano che stabilisce in anticipo cosa fare, quando farlo e con quale intensità. Avere un piano scritto — anche molto semplice — cambia radicalmente l’esperienza perché elimina l’improvvisazione, permette di misurare i progressi e aiuta a rispettare il recupero, che è tanto importante quanto lo sforzo stesso.

Per chi inizia, i principi fondamentali di una buona programmazione sono tre:

  • Progressività: aumentare gradualmente il carico o il volume nel tempo, dando al corpo il tempo di adattarsi.
  • Specificità: allenare i movimenti e i muscoli che si vogliono migliorare, con esercizi appropriati al proprio livello.
  • Recupero: rispettare i giorni di riposo, perché è durante il riposo — non durante lo sforzo — che il muscolo cresce e si rafforza.

Esistono oggi anche strumenti digitali utili per chi parte da zero: ad esempio, Arvo mette a disposizione un generatore di programmi di allenamento basato su intelligenza artificiale, che crea piani personalizzati in base all’obiettivo, al livello di esperienza, alla frequenza settimanale e all’attrezzatura disponibile. Può essere un buon punto di partenza per avere una struttura concreta, da integrare poi con la guida di un professionista.

→ Leggi anche: Allenamento in Split routine: come organizzare l'esercizio per risultati sostenibili

Cos’è la scala RPE e come usarla senza complicarsi la vita

Uno degli strumenti più utili — e spesso ignorati — nella programmazione è la scala RPE, acronimo di Rating of Perceived Exertion, ovvero “valutazione dello sforzo percepito”. In sostanza, è un modo per misurare quanto è stata faticosa una serie o un esercizio, usando una scala numerica invece di affidarsi solo ai chili sul bilanciere.

La versione più diffusa va da 1 a 10: 1 rappresenta uno sforzo minimo (come una passeggiata lenta), mentre 10 corrisponde al massimo assoluto, quello sforzo in cui non si riesce a completare nemmeno un’altra ripetizione. Nella pratica quotidiana, chi si allena rarà riferimento ai valori centrali:

  • RPE 5–6: sforzo moderato, ideale per il riscaldamento o le sessioni di recupero attivo.
  • RPE 7–8: sforzo sostenuto ma gestibile, adatto alla maggior parte delle serie di lavoro per chi inizia.
  • RPE 9–10: sforzo massimale, da usare con parsimonia e solo dopo aver acquisito una buona tecnica.

Per un principiante, lavorare prevalentemente a RPE 6–8 è la scelta più saggia: permette di imparare i movimenti correttamente, di recuperare bene tra le sedute e di costruire una base solida prima di aumentare l’intensità. L’RPE è particolarmente prezioso perché tiene conto di variabili che i numeri fissi non considerano: il sonno della notte precedente, lo stress, l’alimentazione. Due giorni con lo stesso peso possono richiedere sforzi molto diversi, e la scala RPE aiuta a riconoscerlo.

Full-body o split routine: come scegliere da principiante

Una delle domande più frequenti di chi inizia è: “È meglio allenarsi tutto il corpo ogni volta o dividere i muscoli in giorni diversi?” La risposta breve è che entrambi gli approcci funzionano, sia per la forza che per l’ipertrofia muscolare. La scelta dipende principalmente dalla frequenza settimanale con cui si può allenarsi e dagli obiettivi personali.

Una split routine è, per definizione, un programma di allenamento che divide i gruppi muscolari o i pattern di movimento in giorni separati, permettendo un lavoro più focalizzato su ciascun distretto e massimizzando il recupero di quello che non si sta allenando. Ad esempio, una split classica potrebbe prevedere un giorno dedicato alla parte superiore del corpo e uno alla parte inferiore, oppure separare la “spinta” dalla “trazione”.

Il full-body, al contrario, allena tutti i principali gruppi muscolari in ogni seduta. Questo approccio ha il vantaggio di stimolare ogni muscolo più frequentemente nel corso della settimana, il che è particolarmente utile per i principianti che stanno ancora costruendo la connessione neuromuscolare con i movimenti fondamentali.

→ Leggi anche: Allenamento con i pesi per principianti: scheda, calorie bruciate e recupero

Un principio chiave supportato dalla ricerca attuale è che stimolare ogni gruppo muscolare 2–4 volte a settimana è generalmente associato a buoni risultati in termini di forza e massa. Con tre allenamenti settimanali full-body, si raggiunge facilmente questa frequenza; con una split su quattro giorni, bisogna pianificare con attenzione per non lasciare troppo tempo tra uno stimolo e l’altro sullo stesso muscolo.

In linea generale, per chi si allena due o tre volte a settimana, il full-body tende a essere la scelta più efficiente. Per chi può dedicarsi all’allenamento quattro o più giorni, una split ben strutturata può offrire maggiore varietà e volume specifico. In ogni caso, la costanza batte la perfezione: il programma migliore è quello che si riesce davvero a seguire nel tempo.

Gli errori più comuni che frenano i progressi

Conoscere gli errori tipici di chi inizia è prezioso quanto conoscere le regole da seguire. Ecco quelli che si ripetono più spesso:

  • Fare troppo, troppo presto. L’entusiasmo iniziale porta spesso ad allenarsi ogni giorno o a scegliere carichi eccessivi. Il corpo ha bisogno di adattarsi progressivamente: iniziare con meno è quasi sempre la scelta più intelligente.
  • Trascurare la tecnica in favore del peso. Imparare a eseguire correttamente uno squat, uno stacco o una trazione vale molto più che aggiungere chili in fretta. Una tecnica scorretta non solo riduce l’efficacia dell’esercizio, ma aumenta il rischio di infortuni.
  • Ignorare il recupero. Il riposo non è pigrizia: è parte integrante dell’allenamento. Dormire bene, idratarsi e rispettare i giorni di pausa sono elementi essenziali di qualsiasi programma.
  • Cambiare programma ogni settimana. Saltare da una scheda all’altra impedisce al corpo di adattarsi e rende impossibile misurare i progressi. Meglio scegliere un programma semplice e seguirlo per almeno sei-otto settimane.
  • Confrontarsi con chi ha anni di esperienza. I social media sono pieni di atleti avanzati con routine molto intense. Quello che funziona per loro non è necessariamente adatto a chi inizia: il punto di riferimento deve essere il proprio punto di partenza, non quello degli altri.

Un primo passo concreto: come costruire la tua settimana

Per tradurre tutto questo in pratica, ecco uno schema semplice e flessibile adatto a chi parte da zero con due o tre sessioni settimanali:

  • Sessione A (full-body): squat o variante, rematore con manubri o elastici, push-up o panca, plank. Tre serie per esercizio, a RPE 6–7.
  • Sessione B (full-body): stacco rumeno, trazioni assistite o lat machine, overhead press leggero, affondi. Tre serie per esercizio, a RPE 6–7.
  • Alternare A e B nel corso della settimana, con almeno un giorno di riposo tra le sessioni.

Questo schema copre i principali pattern di movimento — spinta, trazione, dominanza del ginocchio, dominanza dell’anca — e stimola ogni muscolo con frequenza adeguata senza sovraccaricare il sistema nervoso. Dopo quattro-sei settimane, si può valutare di aumentare leggermente il volume o l’intensità, sempre in modo graduale.

Costruire una buona base di movimento e di abitudine è il regalo più grande che si possa fare al proprio corpo sul lungo periodo. La programmazione allenamento principianti non è una formula magica, ma uno strumento di consapevolezza: sapere cosa si sta facendo, perché lo si fa e come si sta rispondendo allo sforzo trasforma l’allenamento da obbligo a pratica piacevole. Se hai dubbi su come iniziare — soprattutto in presenza di condizioni di salute particolari — è sempre una buona idea confrontarsi con un medico o con un professionista del movimento qualificato, che potrà guidarti in modo personalizzato e sicuro.

Articoli correlati

  • Medicina estetica, la proposta per fermare gli abusi: formazione qualificata e Registro nazionale
  • Olio extravergine a 3,99 euro al litro: cosa c'è dietro un prezzo così basso
  • Peperoni rossi, gialli e verdi: scopri come cambiano i nutrienti

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: allenamento principianti programmazione fitness RPE e intensità split routine vs full-body

Continue Reading

Previous: Medicina estetica, la proposta per fermare gli abusi: formazione qualificata e Registro nazionale
  • Redazione
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
Copyright © 2025 Velvetbody.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma (RM) - P.Iva 17132921002 - Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001
In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Alcuni contenuti presenti in questo sito provengono da Amazon; sono forniti “così come sono” e possono essere modificati o rimossi in qualsiasi momento.