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Sonno, dormire durante il weekend non serve a recuperare

Diverse conseguenze della deprivazione di sonno, come un aumento dei livelli dell’ormone dello stress e un’infiammazione del corpo, possono essere ridotte in seguito a una lunga dormita, ma alcuni ricercatori della Pennsylvania State University hanno dimostrato che le persone che hanno dormito a lungo, cercando di recuperare nel weekend le ore di sonno “perse” durante la settimana, non erano più “sveglie”.

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“Due notti di recupero potrebbero non essere sufficienti a superare i deficit comportamentali derivanti dalla mancanza di sonno, ha detto il dottor Alexandros Vgontzas, coordinatore della ricerca. “Questo può avere implicazioni importanti per le persone con che svolgono professioni che richiedono un elevato tasso di attenzione, come ad esempio gli operatori sanitari, oppure autisti e piloti”.

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Molte persone scelgono di sacrificare il sonno durante la settimana di lavoro per fare spazio ad altre esigenze, cercando di dormire più a lungo durante il fine settimana per recuperare. Invece, la ricerca ha dimostrato che perdere ore di sonno prezioso durante la settimana può avere effetti avversi, tra cui un aumento della sonnolenza diurna, un peggioramento delle prestazioni durante il giorno, un aumento delle molecole che sono segno di infiammazione nel corpo e un’alterata regolazione dello zucchero nel sangue: questi ultimi due elementi potrebbero essere in parte responsabili dei danni per la salute legati al dormire poco.

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Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism, ha visto i ricercatori monitorare 30 adulti sani per 13 giorni che in un laboratorio del sonno. Ai primi quattro i soggetti è stato permesso di dormire per otto ore; altri sei sono stati svegliati due ore prima e gli ultimi tre hanno potuto dormire per 10 ore. Le onde cerebrali sono state monitorate durante le sessioni e i volontari sono stati sottoposti al test del sangue e a questionari per valutare quanto si sentivano assonnati. I volontari hanno partecipato anche a un test per valutare il loro grado di attenzione, durante il quale è stato chiesto loro di premere un pulsante ogni volta che appariva un punto sullo schermo: la loro performance non è migliorata dopo il sonno “di recupero”.

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