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Greenpeace e quei vestiti per bambini che contengono sostanze chimiche

Redazione 24 Febbraio 2014
greenpeace

Proprio nei giorni della settimana milanese della moda, Greenpeace ha deciso di diffondere un rapporto che merita attenzione perché riguarda i bambini. Per l’esattezza i capi di abbigliamento realizzati da alcuni fra i più noti luxury brand tra cui Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana: ebbene, contengono sostanze chimiche che possono essere nocive per la salute.

Sono stati testati 27 prodotti di otto case d’Alta moda; 16 di questi (8 dei quali made in Italy) hanno rivelato la presenza di una o più delle seguenti sostanze: nonilfenoli etossilati (NPEs), ftalati, composti perflorurati e polifluorurati, antimonio. La più alta concentrazione di nonilfenoli è stata riscontrata in una scarpa ballerina Louis Vuitton fabbricata in Italia e venduta in Svizzera, mentre la concentrazione più elevata di PFCs in una giacca di Versace.

“I marchi dell’Alta moda – dichiara Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel di Greenpeace Italia – basano il loro successo sull’esclusività e la qualità dei loro prodotti. Le analisi che diffondiamo in questo rapporto mostrano come stiano deludendo i loro clienti con vere e proprie bugie. E non un problema che interessa solo chi può permettersi questi prodotti di lusso, perché l’inquinamento riguarda ognuno di noi. Sta ora a questi marchi fare chiarezza sull’etichetta ‘Made in Italy’ che esibiscono, ripulire le loro filiere e capire che i loro clienti non si lasciano prendere in giro facilmente“.

Alcune di queste sostanze, tra l’altro, quando vengono rilasciate nei corsi d’acqua durante la loro produzione – oppure dai vestiti stessi durante il lavaggio – hanno la proprietà di accumularsi negli organismi viventi e di essere dei perturbatori endocrini. “Bisogna che i marchi dell’Alta moda – ribadisce la Campione – tengano fede alla loro reputazione e diventino leader di una moda libera da sostanze pericolose. Assumendo l’impegno Detox per le loro filiere, marchi come Valentino e Burberry hanno già dimostrato che si possono produrre vestiti di lusso senza danneggiare l’ambiente. Cosa aspettano invece Versace, Louis Vuitton, Dior o Dolce&Gabbana?“.

Oltre a Valentino e Burberry, l’impegno Detox è stato sottoscritto anche da Nike, Adidas Puma, H&M, M&S, C&A, Li-Ning, Zara, Mango, Esprit, Levi’s, Uniqlo, Benetton, Victoria’s Secret, G-Star Raw, Coop, Canepa e Primark.

Foto by Greenpeace

Tags: abiti contaminati Dolce&Gabbana Greepeace Impegno detox Louis Vuitton sostanze chimiche Versace

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