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Problemi di vista: l’uva è il nuovo alleato. Fa bene già dopo 5 settimane

Redazione 16 Marzo 2016
Rubrica Velvet Body 'I consigli dell'esperto'

Lo stress ossidativo nuoce gravemente alla salute degli occhi, poiché causa una massiccia produzione di radicali liberi. Per rimediare l’alimentazione è importante: la novità è che l’uva fa bene tanto quanto le carote.

I ritmi frenetici della vita, le tante ore passate davanti a tv e pc nonché il passare del tempo sono fattori estremamente negativi per la vista: essi aumentano infatti il cosiddetto stress ossidativo, ovvero la rottura tra la produzione e l’eliminazione degli antiossidanti. In poche parole il corpo non riesce più a mantenere i propri equilibri fisiologici. Questo comporta a sua volta un’eccessiva produzione di radicali liberi (i principali responsabili dell’invecchiamento) e un conseguente danneggiamento della retina. L’alimentazione ovviamente può ricoprire un ruolo fondamentale e alcuni cibi si sono dimostrati molto più efficaci di altri nel combattere i problemi di vista. Da tradizione, lo scettro va alle carote: il betacarotene in esse contenuto viene trasformato in vitamina A, la cui abbondanza giova soprattutto alla visione notturna.

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Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nutrition ha dimostrato che l’uva è in grado di fare altrettanto. I ricercatori della Miller School of Medicine dell’Università di Miami sono arrivati a questa considerazione dopo aver somministrato uva liofilizzata in polvere ai topi. La quantità assunta dalle cavie può essere equiparata a tre porzioni di frutta al giorno per un uomo, una dose quindi piuttosto sostenuta. Una volta sopraggiunto lo stress ossidativo, i topi che avevano ricevuto l’uva hanno mostrato ottimi risultati già dopo 5 settimane. In particolar modo la retina è apparsa corposa nella sua intera struttura e al tempo stesso il suo funzionamento non ha subìto alcun crollo.

I topi che al contrario non erano stati sottoposti alla dieta a base di uva hanno palesato una retina danneggiata, dallo spessore ridotto e dalle funzionalità compromesse: i fotorecettori si sono ridotti del 40 per cento e la loro attività si è ovviamente ridimensionata. Nell’uomo tali effetti equivalgono alla degenerazione maculare senile: assumendo buone quantità di uva la vista può preservarsi giovane più a lungo, mantenendo integra la sua struttura e preservando la salute sotto numerosi aspetti.

Tags: carote Occhi uva Vista

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