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Fermato dall’agente di polizia, risponde con il linguaggio dei segni. Lui gli spara

Essere sordomuti non dovrebbe rappresentare un motivo valido per essere ucciso. Ad un cittadino americano è accaduto il contrario: un agente di polizia gli ha sparato poiché utilizzava il linguaggio dei segni per esprimersi.

Essere fermati dalla polizia per un banalissimo controllo di routine non dovrebbe rappresentare certamente un pericolo per la vita di un cittadino. Nella peggiore delle ipotesi, qualora non si fosse in possesso di qualche requisito (patente, libretto) o si avessero superato i limiti di velocità, si potrebbe rimediare una multa più o meno salata. Quanto accaduto ad un uomo con handicap supera di gran lunga questo limite.

L’agente, dopo averlo fermato, gli ha rivolto alcune domande. L’uomo, sordomuto, ha cominciato a rispondergli utilizzando l’unico linguaggio conosciuto: quello dei segni. L’agente deve averla presa male, credendo in una presa in giro o in un modo per poterlo attaccare. Nessuna delle due ipotesi, tuttavia, potrebbe mai giustificare la sua reazione. Il poliziotto ha infatti messo mano alla sua pistola e ha sparato all’automobilista, che è morto sul colpo.

La vittima si chiamava Daniel Kevin Harris e aveva 29 anni. Alcuni testimoni che hanno assistito alla scena testimonieranno all’interno dell’indagine che verrà svolta ai danni del poliziotto dalla pistola troppo svelta. Alcuni vicini di casa hanno infatti dichiarato di aver visto Daniel superare i limiti di velocità a pochi chilometri dalla sua abitazione, nel North Carolina. I testimoni sono a dir poco furiosi. Secondo quanto dichiarato, il colpo che ha ucciso l’uomo è stato sparato quasi subito e ovviamente poteva essere evitato poiché non c’era nessun motivo di allarmarsi: l’automobilista era disarmato e stava solamente cercando di esprimersi, andando oltre il proprio handicap.

Il poliziotto, nell’attesa di essere giudicato, è stato sollevato dall’incarico e spostato in uno degli uffici per svolgere pratiche amministrative. L’indignazione della gente, ovviamente, è salita alle stelle. È stata avviata una raccolta fondi per la famiglia della vittima – sposato e con un figlio – affinché vengano coperte le spese per i funerali. Su Facebook lo sfogo dei familiari: “Daniel era disarmato ed è stato ucciso da un agente di polizia. La sua morte poteva essere evitata. La brutalità della polizia finisce ORA” (LEGGI ANCHE: DISABILE PICCHIATA DAGLI AGENTI IN AEROPORTO: NON RIUSCIVA A TOGLIERE LA MAGLIA [VIDEO]).

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