Benessere

Multitasking fa bene o fa male? Ecco cosa accade al cervello

Sempre più spesso si lavora in multitasking, ma quali sono gli effetti sul cervello? Una ricerca porta a galla una scomoda verità.

Lavorare in multitasking è sempre più frequente sia in ufficio che a casa. Il tempo è poco e le cose da fare sono molte, di conseguenza alcune azioni devono essere svolte in contemporanea. Il multitasking è anche una caratteristica vista di buon occhio sul curriculum vitae nonché motivo di vanto, ma siamo sicuri che il cervello sia altrettanto efficiente quando ha uno, due o tre compiti da portare a termine in una sola volta? Un gruppo di ricercatori dell’Università di Los Angeles si è posto il quesito e ha pubblicato la risposta sulla rivista Psychological Science.

L’esperimento, che ha coinvolto circa 200 individui, consisteva nel ricordare il maggior numero di parole presenti su uno schermo. Alcuni volontari potevano concentrarsi unicamente su questo compito mentre altri dovevano essere multitasking (ascoltando musica, premendo un tasto del computer quando sentivano una sequenza di tre numeri dispari, etc). I risultati hanno mostrato che dover portare a termine più compiti peggiora la memoria. Un dettaglio tuttavia ha accumunato tutti: quando si trattava di ricordare parole associate ad un punteggio alto, tutti sono riusciti a svolgere il compito a prescindere da multitasking o distrazioni. L’interpretazione è semplice: la mente è capace di lasciare sullo sfondo ciò che conta di meno allo scopo di centrarsi sull’obiettivo principale.

Ciò ovviamente non deve far passare in secondo piano gli effetti negativi del multitasking. Questa condotta, alla lunga, può far male. Prima di tutto diminuisce la creatività e abbassa la produttività. L’uomo ha una quantità finita di energia cognitiva da utilizzare per i diversi compiti, di conseguenza alcune cose (tra le tante) vengono inevitabilmente penalizzate. Ma non è finita qui. Quando ci si impegna su più fronti aumenta il rilascio di cortisolo (l’ormone dello stress), di adrenalina e di cannabinoidi. Ciò comporta un atteggiamento più impulsivo e la diminuzione del quoziente intellettivo effettivo, il quale può scendere anche di una decina di punti. Servono altre prove per dimostrare che sarebbe meglio rallentare i ritmi e concentrarsi su una cosa alla volta?

LEGGI ANCHE: SEI SEMPRE IN RITARDO? E’ PERCHÉ IL TUO MINUTO DURA 77 SECONDI

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Raffaella Mazzei

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Raffaella Mazzei

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