Salute

Eutanasia ai due bimbi più giovani di sempre: 9 e 11 anni

Sottoposti a eutanasia i due bimbi più giovani di sempre: a 9 e 11 anni, una decisione sofferta ma forse necessaria. Come sono andate le cose.

Due pazienti tanto giovani quanto compromessi sono stati accontentati nella più tragica delle decisioni: porre fine alle loro sofferenze ma anche alla loro vita, scegliendo l’eutanasia. Purtroppo erano affetti da gravi patologie e le condizioni in cui riversavano non avevano alcuna speranza di miglioramento né guarigione, così insieme alle rispettive famiglie i medici hanno acconsentito al ricorso alla morte assistita. I fatti sono accaduti in Belgio – unico Paese al mondo che permette l’eutanasia a pazienti minorenni – nel 2016 e 2017 ma sono stati resi pubblici dall’Indipendent solamente a distanza di qualche anno, in seguito al rapporto del CFCEE, ovvero la commissione che regola l’eutanasia all’interno dei confini belgi.

Ovviamente per avviare la pratica dell’eutanasia in pazienti così giovani bisogna seguire un iter particolarmente complesso, volto a rispondere a tutte le possibili questioni nonché a fugare ogni dubbio. Il medico infatti deve accertare due aspetti: prima di tutto l’assenza di qualsiasi tipo di speranza (le possibilità di guarigione devono essere pari allo zero), ma anche dimostrare che la malattia causa grandi sofferenze al minore. Oltre alle certificazioni mediche è necessario registrare il consenso del diretto interessato, il quale dev’essere disposto a rinunciare all’assistenza in cambio di una pace che in determinate situazioni diventa probabilmente l’unica via possibile.

Il paziente minorenne deve mettere per iscritto la sua volontà di usufruire dell’eutanasia e deve infine sottoporsi alla perizia di unopsichiatra, i quali hanno il compito di accertarsi che tale decisione provenga da loro senza alcuna influenza esterna. Il ruolo della famiglia resta però centrale: se i genitori si oppongono, infatti, il procedimento viene immediatamente bloccato. Ciò non è avvenuto nel caso dei due bimbi di 9 e 11 anni, accompagnati verso una morte prematura ma liberatoria che, per forza di cose, spinge a riflettere su una possibilità ancora vietata in Italia.

Photo credits Pinterest

Raffaella Mazzei

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Raffaella Mazzei

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