Quando si sceglie un chewing gum senza zucchero, ci si aspetta che la confezione dica la verità — tutta la verità. Eppure il caso di Vivident Xylit, la gomma da masticare prodotta da Perfetti Van Melle, solleva una domanda concreta e legittima che riguarda chiunque faccia la spesa con attenzione: un prodotto che dichiara in bella evidenza «100% xilitolo» può contenere anche altri dolcificanti? La risposta, in questo caso, è sì. E questo ci porta dritti al cuore del problema delle etichette ingannevoli alimenti, un tema che tocca la fiducia dei consumatori ogni giorno, sugli scaffali di qualsiasi supermercato.
Vivident Xylit viene commercializzato con il claim «100% xilitolo» in modo prominente sulla confezione. Lo xilitolo (xylitol) è un polialcol naturale, noto per le sue proprietà benefiche nei confronti della salute orale: non viene fermentato dai batteri della bocca, non produce acidi che attaccano lo smalto dentale e ha un indice glicemico molto basso. Non sorprende quindi che il prodotto sia raccomandato dall’Associazione Dentisti Italiani e che il claim «100% xilitolo» suoni, agli occhi del consumatore, come una garanzia di purezza e semplicità.
Il problema nasce quando si legge la lista degli ingredienti con attenzione. Vivident Xylit contiene, accanto allo xilitolo, anche aspartame e acesulfame K. Si tratta di due dolcificanti intensivi sintetici, presenti in moltissimi prodotti sugar-free sul mercato. La loro presenza non è nascosta — compaiono regolarmente nella lista ingredienti, come previsto dalla normativa — ma entra in evidente contraddizione con un claim che, letto in modo naturale da un consumatore qualunque, suggerisce che l’unico dolcificante presente sia lo xilitolo.
Questa discrepanza è stata segnalata e discussa pubblicamente, anche attraverso i canali social di Il Fatto Alimentare, testata di riferimento per la tutela del consumatore in materia alimentare, che ha posto il caso all’attenzione dei propri lettori con un post specifico dedicato a Vivident Xylit e alla coesistenza del claim con la presenza di altri edulcoranti.
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La difesa più ovvia per il produttore è che il claim «100% xilitolo» si riferisca esclusivamente alla componente non intensiva dei dolcificanti utilizzati, ovvero che lo xilitolo sia il solo polialcol impiegato, senza escludere la presenza di dolcificanti intensivi come aspartame e acesulfame K. Questa lettura è tecnicamente possibile. Perfetti Van Melle stessa, nella propria comunicazione, ha in alcuni contesti precisato che lo xilitolo è il solo edulcorante non intensivo del prodotto, lasciando intendere che gli altri dolcificanti appartengano a una categoria diversa.
Il punto critico, però, non è la correttezza tecnica della distinzione. È la comprensione reale del consumatore medio. Chi legge «100% xilitolo» su una confezione di gomme da masticare non pensa a una classificazione tecnica degli edulcoranti: pensa che quello sia l’unico dolcificante presente. È questa la distanza — tra il significato tecnico che il produttore attribuisce al claim e il significato che il consumatore ragionevolmente ricava — a rendere il caso degno di attenzione e discussione.
Non si tratta di un caso isolato nel panorama delle etichette ingannevoli alimenti. Claim come «naturale», «leggero», «senza zuccheri aggiunti» o «100% [ingrediente X]» vengono spesso costruiti intorno a definizioni parziali, che sono tecnicamente difendibili ma comunicativamente fuorvianti. Il risultato è che il consumatore prende decisioni d’acquisto basate su un’impressione che non corrisponde alla realtà completa del prodotto.
Non è la prima volta che un prodotto della linea Vivident Xylit finisce sotto la lente di un organismo di controllo. Esiste una decisione dell’IAP — l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, l’organismo di autoregolamentazione del settore pubblicitario italiano — relativa a Vivident Xylit nella variante gusto Junior. Si tratta della Decisione n. 1/2020 del 7 gennaio 2020, disponibile sul sito ufficiale dell’IAP.
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La sola esistenza di questa decisione è un dato significativo: significa che la comunicazione di questo prodotto è già stata oggetto di scrutinio formale da parte di un organismo preposto alla verifica della correttezza pubblicitaria. Il contenuto specifico della decisione e le sue conclusioni non sono stati verificati in modo indipendente ai fini di questo articolo, e sarebbe scorretto attribuire alla decisione IAP un giudizio definitivo senza poterne confermare il merito. Ciò che si può dire con certezza è che il tema della comunicazione di Vivident Xylit ha una storia, e che non si tratta di una preoccupazione nuova.
Il caso Vivident Xylit è utile proprio perché è concreto e quotidiano: non stiamo parlando di un prodotto di nicchia, ma di una delle gomme da masticare più vendute in Italia. Imparare a leggere le etichette in modo critico è una competenza che vale la pena sviluppare, e qualche punto di riferimento pratico può aiutare.
Parlare di etichette ingannevoli alimenti non significa demonizzare un prodotto o un’azienda. Significa prendere sul serio il diritto di ogni persona a capire cosa sta mangiando, senza dover possedere una laurea in chimica alimentare. Vivident Xylit non è un prodotto pericoloso: aspartame e acesulfame K sono dolcificanti autorizzati e ampiamente utilizzati in tutta Europa. Il problema non è la sicurezza del prodotto, ma la trasparenza della comunicazione.
Quando un claim come «100% xilitolo» crea un’aspettativa che la lista ingredienti smentisce — anche solo parzialmente, anche solo nella percezione del consumatore medio — si apre uno spazio di ambiguità che non dovrebbe esistere. I produttori hanno strumenti comunicativi molto raffinati, e la responsabilità di usarli in modo chiaro è reale. Allo stesso tempo, noi consumatori possiamo fare la nostra parte: rallentare un momento davanti allo scaffale, girare la confezione, leggere. Non per diffidare di tutto, ma per scegliere davvero — con consapevolezza e serenità.
Se hai dubbi specifici su ingredienti o additivi alimentari in relazione alla tua salute, il consiglio migliore rimane quello di confrontarti con il tuo medico o con un dietista: sono loro le figure giuste per aiutarti a fare scelte alimentari adatte alla tua situazione personale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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