Salute

Tumore al seno: nuovo test evita la chemio a 1 donna su 4

Si chiama test Oncotype DX e potrebbe evitare la chemioterapia al 25 per cento delle donne: è un test molecolare altamente affidabile e senza controindicazioni: in cosa consiste e dove potrà essere somministrato.

Quando si parla di tumore al seno diventa doloroso affrontare i numeri: ogni anno le nuove diagnosi raggiungono quota 48.000. La maggior parte delle donne va incontro ad un’operazione e la metà in seguito viene sottoposta a chemioterapia adiuvante. Questo trattamento, tuttavia, oltre a risultare molto invasivo e pieno di controindicazioni appare anche inefficace e oneroso per il Sistema Sanitario Nazionale. Ecco perché il test Oncotype DX è stato accolto con estrema positività. Di che si tratta? Di un nuovo test test molecolare dall’elevatissima affidabilità che predice il numero di possibilità che la chemioterapia sia efficace, oltre a prognosticare un’eventuale ricaduta a distanza di 10 anni dalla diagnosi.

A dare ulteriori dettagli è Francesco Cognetti, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Regina Elena di Roma: “Il test Oncotype DX ci aiuta a individuare meglio le pazienti che hanno una prognosi più sfavorevole e ci dice quali di queste possono giovarsi di un trattamento chemioterapico in aggiunta all’ormonoterapia sia in pre che in post-menopausa. In particolare, il test fornisce informazioni su pazienti con tumore invasivo della mammella, linfonodi negativi o positivi fino a un massimo di 3, con recettori ormonali positivi, pazienti che in base ai prelievi anatomo-clinici e biologici sono in una zona di confine, in una fase in cui si può includere o escludere con certezza il trattamento chemioterapico rispetto alla sola ormonoterapia”.

Le donne operate di cancro al seno potranno quindi sottoporsi al test in modalità assolutamente gratuita in 11 centri del Lazio – tra cui il Regina Elena di Roma – per tutto il 2017 grazie al programma di sperimentazione PONDx. Uno studio molto simile è stato condotto in numerosi Centri Ospedalieri della Regione Lombardia e in altri Centri sul territorio italiano e i risultati verranno analizzati e confrontati nei prossimi mesi durante appositi Congressi. Al momento sono state testate più di 600 pazienti solo nel Lazio: maggiore sarà il campione e più affidabili saranno i dati consegnati nelle mani degli esperti.

Photo credits Facebook

Raffaella Mazzei

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