Salute

Uova contaminate: cosa c’è dietro al Fipronil e come si poteva evitare

Le uova contaminate dal Fipronil hanno caratterizzato l’estate 2017 ma il problema è molto più ampio: di che si tratta e come si potevano evitare danni alla salute dell’uomo e degli animali.

Un convegno dedicato ai danni dell’acaro rosso sulle galline e i possibili rimedi cui si può ricorrere ha puntato il dito contro una situazione ormai tiepida ma che ha infiammato l’estate 2017: le uova contaminate dal Fipronil. A Parma gli esperti si sono riuniti per affrontare dei temi che riguardano da vicino gli allevamenti europei ma soprattutto quelli italiani, coinvolti da una serie di indagini conclusesi con prodotti ritirati e licenze a rischio.

Le patologie aviarie sono una diretta conseguenza delle condizioni in cui riversano le galline, sia negli allevamenti a terra che in quelli in batteria: stipate in grandi capannoni, i parassiti hanno modo di proliferare e disturbare sia gli animali che gli addetti ai lavori. L’ectoparassita più diffuso è senza dubbio il Dermanyssus gallinae, un acaro rosso che attacca le galline e produce notevoli danni. Questo insetto ha una grande capacità riproduttiva e può raggiungere livelli di infestazione notevoli, tanto che ogni notte ciascun animale può essere attaccato da alcune decine di migliaia di acari. Per arginare il problema si ricorre spesso ad insetticidi sbagliati proprio come quanto accaduto con il Fipronil.

Il professor Antonio Camarda del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari ha illustrato alcune conseguenze del Dermanyssus gallinae: “Le ovaiole sono molto infastidite dalla presenza dell’acaro e manifestano un notevole disagio, beccandosi e strappandosi le penne, ma anche producendo uova di dimensioni inferiori e con il guscio fragile o ammalandosi più facilmente. Il Dermanyssus, inoltre, sembra essere coinvolto nella trasmissione e persistenza di alcune malattie infettive come difterovaiolo, salmonellosi, clamidiosi e così via. […] Fondamentale utilizzare farmaci autorizzati e sicuri”.

Il Fipronil rappresentava la soluzione più veloce ma non quella più sicura (sebbene i livelli riscontrati sui prodotti ritirati fossero ben al di sotto delle dosi ritenute tossiche per l’uomo. Ma, semplicemente, non avrebbe dovuto affatto esserci). Come poteva essere evitato lo scandalo? Il professor Camarda ha parlato di controllo biologico (polveri di silicio, olii di origine vegetale) o fisico (ad esempio il calore), metodi che però non assicurano alcun successo poiché l’acaro ha sviluppato resistenze che ne riducono l’efficacia. Insomma, controllare le infestazione resta una questione grave e gli esperti continuano a discuterne animatamente. L’unica soluzione certa, ha dichiarato ancora Camarda, deriva da “un approccio integrato sotto il coordinamento di medici veterinari esperti del settore e deve prevedere esclusivamente l’impiego di farmaci registrati per l’uso in presenza di animali, che sono sicuri ed efficaci“.

LEGGI ANCHE: UOVA INFETTE: NUOVI CAMPIONI TROVATI POSITIVI AL FIPRONIL IN ITALIA

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Raffaella Mazzei

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