Salute

Ha il tumore ma rifiuta la chemio e si cura con dieta e argilla: è grave

Una donna malata di tumore è in condizioni gravissime ma continua a rifiutare la chemio: scappa dall’ospedale e vuole curarsi con dieta e argilla.

Una donna di 65 anni sta combattendo un grave tumore al seno ma ha scelto delle armi decisamente sui generis: dieta e argilla. Ricoverata presso l’ospedale di Santarcangelo, in provincia di Rimini, la paziente ha deciso di rifiutare la chemioterapia in favore di principi alternativi. La teoria seguita ritiene che affamando il corpo si riesce anche ad affamare il tumore, per questo motivo la donna ha cominciato a patire la fame nelle speranza che il tumore non trovasse terreno fertile e quindi regredisse fino a scomparire. Il risultato è stato ben diverso: è dimagrita 30 chili ma la massa tumorale ha raggiunto il peso di mezzo chilo.

Non è ben noto chi le abbia consigliato di affidarsi alla dieta della fame, ciò che è certo è che le sue condizioni fisiche sono gravi e continuano a peggiorare. In un primo momento la donna ha persino cercato di scappare dall’ospedale, intenzionata a rifiutare fino in fondo i protocolli ufficiali. Un dottore, accortosi di quanto era successo, l’ha avvicinata per convincerla a tornare indietro e affidarsi ai medici. La mossa d’altronde era necessaria visto che oltre al tumore era sopraggiunta una grave anemia.

Purtroppo la paziente non è in buoni rapporti con i figli e non sembra voler sentire ragioni: la medicina alternativa è l’unica via che intende percorrere. Per fortuna alla fine i medici l’hanno convinta almeno ad operarsi con urgenza. Il primario Domenico Samorani ha però sottolineato tutte le difficoltà incontrate nel trattare la paziente. È stato complicato rimuovere anche l’argilla posta sul suo seno e che secondo lei avrebbe dovuto ridurre l’infiammazione provocata dal suo male. Resta il fatto che la donna non vuole sottoporsi alla chemioterapia. Per contro, i suoi metodi alternativi hanno reso il tumore più grande e più pericoloso. Non trattandosi dell’unico caso (come testimoniato da diversi medici tra cui lo stesso Samorani), sarebbe importante scoprire se dietro a questa condotta ci sono personaggi particolari oppure no.

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