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Abbuffarsi e poi allenarsi senza sosta: il nuovo disturbo alimentare che annienta gli uomini

Abbuffarsi e poi sottoporsi ad allenamenti intensi, purghe e vomito: il nuovo disturbo alimentare si chiama binge/purging e coinvolge soprattutto gli uomini.

Non esistono solamente l’anoressia e la bulimia, due disturbi alimentari che solitamente coinvolgono (principalmente, ma non unicamente) le donne. The Guardian ha pubblicato la storia di un atleta di sesso maschile affetto da binge/purging, un problema che riguarda sempre l’alimentazione ma che si sviluppa in maniera diversa: il soggetto in questione alterna abbuffate a sedute di esercizio fisico intenso, purghe o vomito. L’autore dell’articolo, Tom Pollock, ha scritto anche un libro sullo stesso tema nel quale racconta la propria esperienza personale. Il tunnel nel quale si entra è simile a quello dei più popolari disturbi alimentari: le abbuffate compulsive vengono seguite da condotte di eliminazione fatte di allenamenti mostruosi durante i quali si è in uno stato mentale vicino alla trance.

Secondo Pollock il problema nasce spesso a causa di difficoltà vissute nell’età adolescenziale. Mangiare a dismisura comincia come uno sfogo per tensioni e pressioni quotidiane ma diventano ben presto proprio loro la maggiore fonte di stress. Nel suo caso la prima diagnosi fu di bulimia e ne seguì un percorso terapeutico costituito da psicoterapia e uso di antidepressivi ansiolitici, insieme ad un coming out da fare con parenti e amici più vicini. Il binge/purging è una nuova concettualizzazione del rapporto corpo-alimentazione e si avvicina pericolosamente al genere maschile che pratica sport in maniera continuativa.

A preoccupare sono anche i numeri: questi problemi alimentari sono sotto-diagnosticati proprio nella popolazione maschile che ne soffre di più poiché si mimetizza tra i comportamenti più comuni come ad esempio sottoporsi ad allenamenti di resistenza o esercizi particolarmente faticosi. Un portale on-line creato dal Governo sintetizza le buone prassi e le strutture a cui far riferimento – tra cui spicca l’ospedale Molinette di Torino- ma tenere sotto controllo un fenomeno così in espansione è una sfida complessa. Se prima le radici del problema venivano ricondotte alla famiglia, oggi le cause sono multifattoriali al pari di qualsiasi altra dipendenza.

LEGGI ANCHE: VUOLE ESSERE COME BRACCIO DI FERRO: SI INIETTA UNA SOSTANZA E RISCHIA L’AMPUTAZIONE

Photo credits Facebook

Raffaella Mazzei

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Raffaella Mazzei

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