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Allarme in Italia, l’aviaria è tornata: rischio epidemia per 20mila tacchini

L’aviaria aveva spaventato l’Italia già diversi anni fa ma l’allarme sta tornando in modo prepotente: 600 animali sono già morti a causa del virus, 6.000 sono infetti e altri 20.500 sono a rischio soppressione.

Il 2017 era già partito male per alcuni allevamenti italiani. Il rischio aviaria, infatti, era tornato a spaventare. Il primo caso era stato identificato a Grado, in provincia di Gorizia: un’anatra era morta a causa del virus H5N8, proprio l’aviaria appunto. Immediatamente era scattata la segnalazione dell’Oie (l’Organizzazione mondiale per la salute animale) e dell’Izsve (l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie) per un allevamento di pollame di Giare di Mira, in provincia di Venezia: lì si troverebbe un vero focolaio che mette a rischio circa 20.500 tacchini.

I numeri non si fermano qui: 600 animali sono già morti e 6.000 risultano infetti, col rischio di provocare una vera e propria epidemia. Ovviamente le autorità locali stanno cercando di contenere il più possibile il pericolo, mettendo immediatamente sotto sequestro l’allevamento. Nel frattempo l’Oms ha voluto sottolineare l’importanza di non abbassare la guardia. Sono stati segnalati casi di influenza aviaria negli animali di oltre 40 Paesi del mondo a partire da settembre 2016, per questo motivo la direttrice generale Margaret Chan ha chiesto di vigilare attentamente sui focolai e sui casi che riguardano le persone che possono essere associati ad essi.

Se in Italia si parla di un unico focolaio (quello veneto, per l’appunto), è molto più seria la situazione di Germania e Francia. L’amministrazione tedesca ha ordinato l’uccisione di 70.000 animali tra tacchini, polli e anatre, mentre quella francese ha dovuto fare i conti con oltre 90 focolai e l’abbattimento di 800.000 oche che sarebbero state usate per il foie gras. Al momento non sono stati segnalati pericoli per l’uomo (si tratta già di un disastro, invece, dal punto di vista economico ed animalista), o quantomeno non in Europa. In Asia sta circolando infatti un virus più violento, l’H7N9, che è passato dagli uccelli agli uomini. Si sono verificati ricoveri e decessi, ma questo non deve spaventare i consumatori italiani. Al momento va infatti sottolineato che è impossibile contrarre la malattia mangiando carne di pollo, carne di tacchino oppure uova.

LEGGI ANCHE: TORNA L’AVIARIA IN EUROPA. IL VIRUS È STATO TROVATO ANCHE IN ITALIA

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