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Marwa è grave: i medici vogliono staccare la spina, i genitori no

La storia di Marwa sta mobilitando il mondo: pur essendo gravemente malata i suoi genitori vogliono continuare a sperare. Eppure i medici vogliono staccare la spina e la legge sembra essere dalla loro parte.

Dire addio alla vita oppure continuare a sperare? La storia di dj Fabo ha portato il dilemma etico sulle prime pagine di tutti i giornali eppure esiste un rovescio della medaglia da prendere in considerazione con la stessa serietà: nelle condizioni più gravi chi ha il diritto di decidere se staccare la spina oppure proseguire le cure? La storia della piccola Marwa pone proprio questo interrogativo. Un virus le ha causato dei danni cerebrali gravi e irreversibili e la bimba è ricoverata presso il Timone Hospital di Marsiglia sin dal 25 settembre 2016. I medici avevano constatato un quadro clinico disperato e volevano porre fine alle terapie: a loro avviso i trattamenti erano ormai superflui e avrebbero rappresentato solamente un accanimento terapeutico.

Poi, però, il miracolo: il 4 novembre Marwa si era svegliata dal coma proprio mentre i suoi genitori imploravano l’équipe medica di insistere con le cure. Era partita infatti una battaglia su Facebook e una petizione che aveva raccolto oltre 240.000 firme. La famiglia aveva ottenuto la prosecuzione delle terapie per altri 2 mesi ma ormai i 2 mesi sono scaduti e i dottori continuano a schierarsi dalla medesima parte: la bambina non sopravvivrebbe senza i respiratori ed è ormai giunto il momento di rassegnarsi e staccare la spina. Tuttavia Mohamed e Anissa, i genitori di Marwa, vogliono continuare a sperare: “Quando le tengo l’indice lei lo stringe e quando sto per toglierlo lei lo stringe ancora più forte”, ha raccontato la mamma a Le Parisien.

Resta però l’evidenza clinica: Marwa riporta danni neurologici gravi e definitivi, pur essendo ancora viva. Non è possibile sapere se i trattamenti la fanno soffrire oppure no. A chi tocca quindi lo scomodo compito di decidere? Si tratta di un irragionevole accanimento come sostengono i medici dell’ospedale oppure si tratta solamente di una bambina di 16 mesi che merita una chance? E svegliarsi in quelle condizione, avendo perso per sempre la possibilità di badare autonomamente a se stessa, sarebbe davvero vivere? Sarà il Consiglio di Stato francese, il più alto grado di giudizio nella giurisdizione amministrativa del Paese, a prendere l’inappellabile decisione finale.

LEGGI ANCHE: L’ULTIMO VIAGGIO DI DJ FABO: LA META È LA SVIZZERA PER IL SUICIDIO ASSISTITO

Photo credits Facebook

Raffaella Mazzei

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Raffaella Mazzei

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