Tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre 2026, due segnalazioni di richiami alimentari settembre ottobre 2026 hanno raggiunto contemporaneamente i consumatori italiani, riguardando prodotti molto diversi tra loro ma ugualmente presenti nelle dispense di molte famiglie: il sugo al basilico Selex, ritirato per la possibile presenza di frammenti di vetro, e gli snack stick fuet e chorizo Sol&Mar distribuiti da Lidl, richiamati per la presenza non dichiarata in etichetta di latte, un allergene che per alcune persone può rappresentare un rischio serio. Se hai acquistato uno di questi prodotti, leggere con attenzione le informazioni qui di seguito ti aiuterà a capire cosa fare.
Il 30 settembre 2026 è stato reso noto il richiamo del sugo al basilico a marchio Selex, venduto in vasetti da 400 grammi. Il motivo del ritiro è la possibile presenza di frammenti di vetro all’interno del prodotto — un rischio fisico che, se non individuato prima del consumo, potrebbe causare lesioni alla bocca, alla gola o al tratto digestivo. Si tratta di uno di quei casi in cui la prudenza è davvero la scelta migliore, anche quando il prodotto sembra integro all’esterno.
Il lotto coinvolto è identificato dal codice LB187DB01, con termine minimo di conservazione fissato al luglio 2029. È importante sottolineare che una data di scadenza lontana non garantisce l’assenza del problema: i frammenti di vetro sono un rischio indipendente dalla freschezza del prodotto. Se hai il vasetto in dispensa, il primo passo è verificare il numero di lotto stampato sul fondo o sul retro dell’etichetta.
Il produttore responsabile della fabbricazione è Gustibus Alimentari s.r.l. Unipersonale, con sede ad Assoro, in provincia di Enna. Il richiamo interessa specificamente le catene della distribuzione A&O, Famila e Mercatò, tutte facenti parte del gruppo Selex. Chi fa la spesa abitualmente in questi supermercati e ha acquistato il sugo al basilico nelle settimane precedenti al richiamo dovrebbe controllare immediatamente il lotto.
La presenza di frammenti di vetro in un alimento può derivare da diversi fattori nella filiera produttiva: rottura di contenitori durante la lavorazione, difetti nei macchinari di imbottigliamento o anomalie nel processo di confezionamento. Non è necessariamente un segnale di scarsa qualità generale del produttore — può accadere anche in stabilimenti ben organizzati — ma è un evento che le autorità competenti trattano con la massima serietà, proprio per tutelare la salute dei consumatori.
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Se il vasetto che hai in casa corrisponde al lotto LB187DB01 acquistato in un punto vendita A&O, Famila o Mercatò, il comportamento corretto è semplice ma importante:
È sempre utile conservare l’abitudine di tenere le ricevute degli acquisti alimentari, almeno per qualche settimana, proprio per situazioni come questa. In alternativa, le app fedeltà dei supermercati spesso registrano automaticamente gli acquisti e possono semplificare il processo di rimborso.
A distanza di un solo giorno, il 1° ottobre 2026, è stato pubblicato un secondo richiamo che rientra tra i richiami alimentari settembre ottobre 2026 da tenere d’occhio: questa volta riguarda gli snack stick fuet e chorizo a marchio Sol&Mar, distribuiti da Lidl in confezioni da 80 grammi, disponibili in due varianti — fuet e chorizo.
Il motivo del ritiro è la presenza di latte non dichiarato in etichetta. Il latte è uno dei 14 allergeni principali regolamentati dalla normativa europea sull’etichettatura alimentare, e la sua omissione dall’elenco degli ingredienti o dalla sezione “contiene” rappresenta un rischio concreto per le persone con allergia alle proteine del latte vaccino o con intolleranza al lattosio severa. Per chi soffre di allergia alimentare, consumare anche piccole quantità di un allergene non dichiarato può scatenare reazioni che vanno dall’orticaria alle difficoltà respiratorie, fino — nei casi più gravi — allo shock anafilattico.
I lotti coinvolti hanno scadenza a dicembre, il che significa che molti consumatori potrebbero avere ancora il prodotto in frigorifero o in dispensa. È fondamentale non fare affidamento sull’aspetto o sul sapore del prodotto per valutare il rischio: la presenza di latte non è percepibile organoletticamente nei salumi di questo tipo.
La distinzione tra fuet e chorizo è importante: entrambe le varianti sono coinvolte nel richiamo, quindi chi ha acquistato uno qualsiasi dei due formati Sol&Mar da Lidl dovrebbe verificare la data di scadenza riportata sulla confezione.
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Per chi ha acquistato questi prodotti da Lidl, le indicazioni sono analoghe a quelle per il sugo Selex, con alcune precisazioni legate alla natura del rischio allergologico:
Quando si leggono notizie di richiami alimentari, è normale sentirsi un po’ disorientati o preoccupati. Vale però la pena ricordare che i richiami alimentari settembre ottobre 2026 — come quelli di ogni altro periodo — sono il segnale che il sistema di controllo funziona. Le aziende e le autorità competenti hanno l’obbligo di comunicare tempestivamente ai consumatori qualsiasi rischio identificato, e farlo rapidamente è una forma di rispetto e di responsabilità.
In Italia, il sistema di allerta rapido per gli alimenti è coordinato a livello europeo attraverso il RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed), che permette alle autorità dei diversi Paesi membri di condividere le informazioni in tempo reale. Questo significa che un problema identificato in uno stabilimento produttivo può essere comunicato ai consumatori di tutta Europa nel giro di ore. Puoi consultare le segnalazioni ufficiali direttamente sul portale de Il Fatto Alimentare, che in Italia monitora con continuità e rigore le comunicazioni dei richiami ufficiali.
Un buon modo per restare aggiornati senza dover cercare attivamente le notizie è iscriversi alle newsletter dei siti specializzati in sicurezza alimentare o seguire i canali ufficiali del Ministero della Salute, che pubblica regolarmente le comunicazioni di ritiro dei prodotti. Prendere questa abitudine non richiede molto tempo e può fare una differenza concreta per la sicurezza della propria famiglia.
Episodi come questi ci ricordano l’importanza di alcune piccole attenzioni quotidiane che spesso trascuriamo. Leggere le etichette — non solo per le calorie, ma per gli allergeni e i lotti — è una pratica che vale la pena coltivare, soprattutto quando si acquistano prodotti confezionati per bambini, anziani o persone con allergie alimentari accertate. Allo stesso modo, conservare le ricevute degli acquisti o tenere traccia degli acquisti tramite la carta fedeltà del supermercato semplifica enormemente la gestione di eventuali richiami.
Nessuno può controllare tutto, e i richiami alimentari fanno parte di una realtà produttiva complessa in cui gli errori, per quanto rari, possono accadere. L’importante è sapere come comportarsi quando succede: con calma, con le informazioni giuste e, se necessario, con il supporto di un medico o di uno specialista.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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