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Antibiotici, rischio obesità per i bambini: attenzione alle dosi

I problemi di salute legati all’utilizzo degli antibiotici sono oggetto di discussioni anche aspre tra i fautori della medicina tradizionale e quelli della medicina alternativa. Un punto su cui sono tutti d’accordo è quello che i batteri diventano via via più resistenti ad essi, per questo abusare degli antibiotici li porta a perdere di efficacia. Oltre a questo, una ricerca ha dimostrato che essi stanno cambiando il corpo umano, soprattutto quello dei bambini.

Sembra infatti che gli antibiotici colpiscano l’indice di massa corporea (il BMI, facilissimo da calcolare: basta conoscere altezza e peso) e che un bambino che ne assume dosi elevate ha molte più probabilità di incappare in problemi di peso quando crescerà. Guidati da Brian Schwartz, professore di scienze della salute ambientale presso la Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins di Baltimora, il team ha esaminato le cartelle cliniche di oltre 142.000 bambini di un’età compresa tra i 3 ei 18 anni. Ciò che è emerso, nel lungo periodo, è stata una tendenza ad ingrassare dopo i 18 anni negli individui che da piccoli erano ricorsi più spesso agli antibiotici. Questa condizione era inoltre accompagnata dalla difficoltà a perdere quei chili presi.

La causa va ricercata nel microbioma presente nell’intestino. Questa colonia di ‘batteri buoni’ aiuta a digerire il cibo e a conservare in salute il sistema immunitario e il tratto intestinale. Gli antibiotici vanno a danneggiare questo status, influenzando così il peso corporeo. “Un singolo antibiotico può spazzare via un intero microbioma intestinale” ha affermato Schwartz. “Se gli antibiotici sono poco frequenti, allora il microbioma può recuperare. Ma se gli antibiotici sono eccessivi, l’impatto sul microbioma dura più a lungo e i batteri del tratto intestinale potrebbero non tornare quelli che erano prima”. I risultati, conclude Schwartz, “sottolineano la necessità di utilizzare gli antibiotici con parsimonia. Non farlo potrebbe continuare a mettere i bambini a rischio obesità, nonostante abbiano un’alimentazione sana e facciano esercizio fisico”.

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